Il cuore che pulsa. La maglia come seconda pelle. Il viso rigato da lacrime piene di emozioni. Gioia, rabbia, esultanza, dolore. E' un mix di sensazioni che fanno rima con la passione per una squadra, capace di occupare una parte fondamentale nella vita dei suoi tifosi, rappresentante un mezzo di evasione emotiva per gente che ha sempre voglia di sognare. Il Napoli non è una squadra di calcio, ma lo stato d'animo di una città
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venerdì 15 febbraio 2013
Piccolo, Felice ma non troppo: "Il mio sogno? Il Napoli... ma ho smesso di sognare"
Non è soddisfatto della prova della sua squadra, Felice Piccolo, difensore del Cluj che intervenuto ai microfoni di itasportpress.it al termine della gara di Europa League, ha analizzato la sconfitta con l'Inter e spiegato il motivo per cui non gioca in Italia. "Giocare contro l'Inter è davvero difficile, Cassano è un attaccante imprendibile soprattutto quando non riesci ad anticiparlo. Non ha la stessa forma fisica di Roma o di Genova, ma ha la qualità che serve a questa squadra. Perché non gioco in Italia? Chiedetelo alle società italiane, non vi nascondo che mi piacerebbe ritornare, ma in Romania mi trovo bene perché ci sono meno pressioni ed è tutto più semplice. Quale squadra sogni? Il Napoli (ride, ndr) ma la realtà è ben diversa e ho smesso di sognare. Milito? E' una grave perdita per tutto il movimento calcistico dicono abbia finito la stagione gli faccio un grosso in bocca al lupo".
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