La metamorfosi ormai è compiuta, il giorno dopo l’arresto per l’omicidio della fidanzata Oscar Pistorius è ormai lontano dal ricordo che avevamo di lui.
Scortato al tribunale di Pretoria stamattina per la deposizione nell’aula C, si è ripresentato con la testa nascosta da una giacca scura e con gli agenti di scorta che gli mettevano davanti alla faccia libri e i-pad per evitare fotografie. Un fuggiasco, anche se in custodia: un uomo che scappa. Proprio lui che aveva retto la più ossessiva curiosità mentre cercava di dimostrare che si può correre senza gambe.
Pistorius e il suo staff legale chiedono la libertà su cauzione, lo stato si oppone. L’udienza è in corso. Appena il procuratore lo accusa di omicidio scoppia a piangere, poi resta a fissare il vuoto, un fantasma anche se si è rasato e indossa una giacca nera sopra una camicia azzurra, ma il vestito formale non lo aiuta a sembrare più presente. Il padre Henke vedendolo in quello stato si fa largo per raggiungere il banco dell’imputato per appoggiargli una mano sulla schiena. Non serve a niente, il ragazzo continua a singhiozzare davanti a tutte le accuse lette in aula. Il suo avvocato lo definisce: “in uno stato emotivo estremamente turbato e traumatizzato”, ma l’accusa replica e chiede “l’omicidio premeditato” e Pistorius sprofonda con la testa tra le mani. La difesa chiede di posticipare il dibattimento per la richiesta della cauzione a martedì e il magistrato accorda la richiesta di detenzione alla stazione di polizia (e non in carcere).
Molti dei suoi amici, anche sportivi e persone note in Sudafrica, sono fuori dal tribunale per dare il loro sostegno, quando Pistorius esce provano ad abbracciarlo mentre lui sale sulla macchina.
Secondo le prime ricostruzioni balistiche, Pistorius avrebbe sparato dalla porta del bagno, il corpo di Reeva è stato trovato steso sul pavimento davanti alla vasca. Tutti e quattro i colpi sparati da Pistorius l’hanno colpita: alla testa, alla mano, al petto e all’inguine.Fonte: lastampa.it


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