De Sanctis, protagonista della serata, ha sostituito Buffon senza far sentire la mancanza del portiere bianconero: "Ho saputo che avrei giocato solo stamattina, dopo il risveglio muscolare, quando Buffon aveva ancora fastidio all'adduttore. Me l'ha detto prima il preparatore dei portieri e poi Prandelli. Ho avuto tempo comunque per preparare tecnicamente e mentalmente la partita.
Ieri sera ho avuto modo di confrontarmi con i giornalisti e ho notato che gli umori di molti tifosi sono concentrati in particolare sui club e poco sulla Nazionale. Mi spiace che non ci sia lo stesso entusiasmo come quando si partecipa ad un evento importante durante l'estate (Europei, Mondiali, Confederetions Cup ndr). Posso concludere dicendo che ho il 'software' ancora basato sulla nazionale e da mezzanotte magari potrò dire qualcosa sulla partita di sabato.
Destreggiarsi tra Chiellini e Barzagli non è facilissimo. Bendtner è stato bravo a trovarsi gli spazi ma è stato anche falloso, merito soprattutto dei mie due centrali di difesa".
Il cuore che pulsa. La maglia come seconda pelle. Il viso rigato da lacrime piene di emozioni. Gioia, rabbia, esultanza, dolore. E' un mix di sensazioni che fanno rima con la passione per una squadra, capace di occupare una parte fondamentale nella vita dei suoi tifosi, rappresentante un mezzo di evasione emotiva per gente che ha sempre voglia di sognare. Il Napoli non è una squadra di calcio, ma lo stato d'animo di una città
Napoletani nel mondo
Seguici su FACEBOOK: AzzurroNapoli 1926
AzzurroNapoli 1926
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento