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domenica 14 ottobre 2012

La difesa a tre e la trasformazione dei calciatori: i segreti di Mago Walter


Dicono di lei: trasforma i calciatori. 

«Grazie per l’annotazione: Bellucci con me ha battuto il suo record di gol ed era a fine carriera; Cassano fece dieci gol nel suo primo anno di Samp; e poi Ciccio Cozza che non è una punta e Protti e Bianchi e Amoruso. E Hamsik e Cavani: diciamo che è fortuna».

Ma se glielo lo stiamo riconoscendo…. 

«Eppure c’è chi continua a dire che sono un difensivista, c’è questa favola che il napoli giochi in contropiede. Noi che attacchiamo sempre con almeno cinque giocatori. Sento certe cose e però poi scopro con soddisfazione che Guardiola, il massimo in materia, uno al di sopra di tutti che osserva dall’esterno, sottolinea il nostro modo di attaccare».

Va di moda la difesa a tre… 

«Sapete quando Conte ha cambiato? Quando ha voluto neutralizzarci. Non voleva certo copiarci, ma bloccarci sulle fasce, frenare la nostra superiorità. E pure Guardiola, incuriosito, la provò. Persino in Inghilterra, impensabile, c’è chi ha tentato. La visibilità permette di fare scuola, ma è per questo che io guardo il lavoro di Maran».

Non si ricordano scontri clamorosi tra lei e qualche calciatore. 

«Preferisco prevenire piuttosto che curare. Chiedete a Santoro – il team manager – che passa con me tutto il tempo, o a Frustalupi, il mio secondo che è un grande allenatore: colloqui quotidiani, anche ripetuti. Quando Gargano è rientrato dallo spogliatoio in ritardo, in campo c’è andato Dzemaili. E poi il giorno dopo ne abbiamo parlato tutti assieme. Credetemi, più difficile all’Acireale, in C/2. Qui arrivo sfinito, perché voglio gestire tutto: sono pignolo, ma la credibilità la acquisiti così».

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