Brilla Hamsik che
segna il primo gol che apre le marcature. Seguono il pareggio di Pinzi e il sigillo
di Pandev.
Parte il countdown
che porta a Torino sabato 20 ottobre. La sfida tra le due capoliste si
prospetta avvincente ed emozionante
L’Udinese a Napoli è stato sempre una spina nel fianco,
dando spesso fastidio e togliendo ossigeno e punti agli Azzurri quando
servivano. La maturazione parte dalla testa per filtrare nelle gambe e gestire
una difficile gara, vincendola, sapendo soffrire è sinonimo di grande squadra.
I tre punti guadagnati stasera sono un ulteriore segnale che sente più forte la
città di Torino. La compagine bianconera è avvisata. All’inespugnabile Juventus
Stadium, sabato 20 ottobre ore 18, inizio dell’inferno che sboccerà in paradiso
per Napoli o Juventus, ci sarà da sudare per battere la squadra di Mazzarri.
Gli Azzurri quest’anno son forti e maturi, consci delle proprie potenzialità
con in mente l’unico obiettivo da raggiungere. L’antipasto bianconero lo offre,
con uguale colore delle maglie, l’Udinese di Guidolin che torna in Friuli con
zero punti e con ancora in testa l’impresa di Anfield. Match vivo e avvincente,
mai stancante e sempre in equilibrio. Tutto accade nel primo tempo. Hamsik
illumina, Pinzi pareggia e Pandev sigilla. La sofferenza è però l’elemento
immancabile di una vittoria sudata e meritata. Mazzarri elogia la maturazione
dei ragazzi, ma nonostante la vittoria, si rammarica per non aver chiuso prima
la partita con un terzo gol: “La vera
crescita che stiamo facendo si vede, perchè alcune partite come questa forse in
passato non l'avremmo vinte. Siamo stati bravi a gestirla ed avere la forza
nervosa fino alla fine. Anche se, secondo me, dovevamo chiuderla prima. Questo
lo dirò ai ragazzi ed è un rammarico. Dobbiamo sempre essere concreti perchè
quando si gioca così è giusto vincere e non rischiare e mettere il risultato al
sicuro”. L’attesa dello scontro al vertice comincia già da ora. La Juventus
è la rivale per antonomasia e i tifosi si aspettano che la sfida riservi
importanti emozioni e soddisfazioni. Mazzarri placa gli entusiasmi, anche se il
Napoli appare più fresco e in forma della Juve: “Per battere la Juve bisogna fare qualcosa di speciale perchè credo
sia la squadra super favorita. Ci sarà tempo per prepararla ma sono preoccupato
perchè mi parte mezza rosa per le Nazionali”. Che sia gran parte della rosa
titolare in Nazionale, c’è a chi interessa solo che il cielo sopra Torino
sabato 20 diventi unicamente azzurro.
Top&Flop- Belli,
audaci, spregiudicati, maturi e vincenti. I ragazzi di Mazzarri hanno ben
chiaro l’obiettivo a cui ambire e puntare. La difesa è ancora la migliore del
campionato, nonostante il gol subito e siglato da Pinzi. De Sanctis (voto 7) è una saracinesca. Opportuna, perfetto e
tempestivo… Rosati prende appunti. Fernandez
(6.5) eredita il ruolo del capitano e non ne fa sentire la mancanza: ottimo
senso della posizione, dominatore della propria zona di campo e un piede
calibrato di tutto rispetto che origina l’azione del gol del vantaggio. Campagnaro (7) è la solita roccia compatta
e mai corrosa della difesa partenopea. Solido macigno, sicuro dei propri mezzi e
di indiscutibile importanza per la sua consistenza fisica e qualitativa. Gamberini (6) perde la posizione in
occasione del gol dell’Udinese, lasciando spazio di calciare a Pinzi ed è
inutile la sua scivolata in extremis. Per il resto non trascura il proprio
dovere, eseguendo una buona gara in copertura. I bolidi sulle fasce sono in
forma come non mai: Maggio (7)
spinge e pompa energia. Pecca solo nella messa a punto di alcuni cross ma è suo
l’assist per Hamsik che permette al Napoli di passare in vantaggio; Zuniga (6.5) è il solito mattatore
della fascia sinistra che ubriaca l’avversario con finte opportune, saltando
spesse volte l’uomo e risultando determinante nella creazione di un’azione
offensiva. Inler (7) è un colosso al
centro del campo. Dirige l’orchestra stasera come non aveva mai fatto da inizio
stagione. Precisione, inventiva e senso della geometria. Ritrova il passato ma
non trova mai lo specchio della porta. Ci prova a calciare più volte dalla lunga
distanza, ma è tutto vano. Behrami
(6.5) riporta ancora le ferite di Genova, procuratesi a Marassi. È un lupo
affamato che aggredisce l’avversario e ogni pallone che cerca di recuperare.
Tanta grinta, tanto cuore e tanta roba. Hamsik
(7.5) brilla ancora una volta. Diamante di alta caratura e perno fondamentale
del centro-attacco azzurro. Gioca bene e segna. È in uno stato di forma fisica
impressionante. Pandev (7) fa un gol
di altissimo livello. Finta, dribbling e padronanza del pallone invidiabile.
Tiro di destro e Brkic infilato sul primo palo. Cavani (6.5) è il fenomeno silenzioso della serata. Si rende
pericoloso solo una volta, con un colpo di testa che si stampa sullo sterno del
portiere avversario. Poi si rende utile alla squadra, con l’ammirevole
sacrificio e un semi-assist di tacco che infiamma i tifosi.
Fabio Corsaro

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