
"So di aver fatto la cosa giusta quando ho rifiutato di essere coinvolto nella combine di una partita - sottolinea Farina, nominato ambasciatore per il fair play dalla Fifa e premiato anche dall'Interpol -. Sono andato dalle autorità perché questa corruzione venisse portata a galla, non c'è posto per gli imbrogli né nel calcio né nella vita". L'ex difensore del Gubbio è in ogni caso felice di rimanere nel mondo del calcio. "Mi fa piacere poter trasmettere la mia esperienza perché questo è uno sport che ispira molti - ha aggiunto al sito web dei 'Vilans' -. Un anno fa non pensavo che la mia vita potesse prendere questa direzione ma sono felicissimo di poter dare il mio contributo al Villa. Ma questa opportunità è perfetta per me perché dà estrema soddisfazione assistere alla maturazione dei bambini e al loro divertimento. Il calcio è soprattutto questo. Volevo andare avanti nella mia vita e adesso sento di avere di nuovo uno scopo grazie al supporto e all'opportunità che il Villa mi ha concesso".
Lo stesso Joseph Blatter, presidente della Fifa, fa il suo personale in bocca al lupo a Simone Farina, da oggi "community coach" all'Aston Villa dove si occuperà di insegnare ai giovani i veri valori dello sport. "Sono molto orgoglioso di Simone. C'è bisogno che il calcio sia pulito, trasparente ed onesto - afferma il numero uno del calcio mondiale -, è quello in cui crede Simone, è quello in cui crediamo noi. E' cruciale per il mondo del calcio schierarsi con i giocatori che difendono questo sport dalle combine. Sono modelli per la società e soprattutto per i bambini che amano il calcio, faccio i miei migliori auguri all'Aston Villa e a Simone per questa collaborazione".
Fonte: repubblica.it
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