Rosati combina un
pasticcio e dà il là ad una partita nettamente in salita. Narsingh ubriaca
Aronica e Dossena
Lens, Mertens e
Marcelo. Napoli a casa a mani vuote. L’attacco è improduttivo. Il centrocampo
ha zero iniziative e in difesa se la cavano Cannavaro e Fernandez, ma non
bastano
Poggiare la testa sul cuscino e porsi qualche domanda.
Troppo forte il PSV? O il Napoli delle seconde linee è senza personalità? La
mancanza della geometria, dell’ordine e dell’impeccabilità di Marek Hamsik si
fa sentire in mezzo al campo. La velocità d’esecuzione di un’azione impostata e
conclusa in porta da parte del PSV è impressionante: Luciano Narsingh fa la
differenza sull’out di destra e Dossena capita nella serata sbagliata per
tenere a bada un micidiale e devastante ventiduenne che straripa di
potenzialità e qualità. Dries Mertens dà spettacolo con importanti giocate a
livello tecnico e tattico. Gol, assist e serata perfetta. Sinfonia olandese che
percuote la tarantella napoletana. La qualità dei “panchinari” non è al livello
dei titolari e i difensori del PSV non sono quelli dell’Aik Stoccolma. Lo sa
bene Eduardo Vargas, autore di tre gol contro gli svedesi, in netta difficoltà
stasera anche nel controllare e gestire il pallone, o magari saltare (addirittura)
l’avversario: Marcelo e Derijck lo devastano a livello fisico, soffocandogli le
idee e tagliandogli ogni intenzione. Sale a galla anche molta incapacità del
cileno; cerca di mettersi in salvo Lorenzo Insigne, con qualche giocata
individuale e un paio di conclusioni che non c’entrano neanche lo specchio
della porta. Da un funambolo scugnizzo come lui ci si aspetta sempre di più.
La salita comincia con un clamoroso errore di Rosati che
azzarda un’uscita inappropriata di testa al limite dell’area, scontrandosi con
Fernandez e permettendo a Lens di segnare a porta vuota. Azzurri poi scialbi e confusi, olandesi invece
pimpanti, da un bel gioco, efficace e snervante per gli avversari. Mertens al
volo e Marcelo di testa chiudono infine la partita.
Bianco-rossi affamati di riscatto, avvenuto nel più dolce
dei modi, contro la squadra più dura con cui giocare, nonché pretendente al
primo posto del girone F. Napoli invece irriconoscibile nella mentalità, nella
gestione del match e nella mancanza di carattere che ha favorito il PSV ad
innescare occasioni fin troppo ghiotte da sciupare e logorare ogni minima
speranza dei napoletani.
Stavolta il turn over di mister Mazzarri affonda il Napoli
che scivola terzo in classifica ma l’utilizzo delle seconde linee è stato, per
il tecnico livornese, la scelta giusta e intende proseguire ed attuare questa
politica in Europa: “La sconfitta è stata
ampiamente meritata. Turn over? Lo porto avanti perché credo sia la scelta
giusta per la squadra e per la piazza. Siamo una squadra giovane, piena di
ragazzi che devono crescere e maturare”. Avrà magari in testa solo lo
scudetto Walter, sarà davvero che crede in questi giovani ma per affrontare
partite di un certo calibro in Europa servono giocatori già formati
nell’esperienza e nella mente, capaci di fronteggiare e dominare il tasso
qualitativo della competizione.
Passo falso stasera; non resta che poggiare la testa sul
cuscino, rifletterci su e correggere i propri
errori, magari con un consiglio che reca la notte.
Top&Flop-
Pochi si salvano dal disastro di stasera al Philips Stadion. Cannavaro (6.5) spicca in mezzo a
cotanta superficialità e poca sufficienza qualitativa e quantitativa. Ci mette
la grinta, poi il cuore e infine la giusta dose di gambe e tenacia che permette
di dettare legge nelle retrovie. Fernandez
(6), che ha preso il ruolo di difensore centrale per favorire l’esaltazione
delle sue qualità, mette in mostra una buona tecnica, un discreto controllo e
gestione del pallone. È anch’egli protagonista incolpevole del primo gol
subito: Rosati lo sovrasta, non permettendogli di anticipare Lens. Rimane
basito e senza parole l’argentino. Antonio Rosati
(4.5), ma cosa fai? Scelta totalmente inappropriata nel tentativo di anticipare
compagno ed avversario di testa al limite dell’area propria. Per il resto
compie tre parate importanti con i piedi che non impediscono di subire i tre
gol totali incassati da Lens, Mertens e Marcelo. Dal suo errore ha origine la
debacle azzurra. Aronica (4) un
disastro. A vanvera su più di una palla alta; si dimentica infatti di Marcelo
che sigla il terzo gol e sigilla la partita. Narsingh mette in tilt lui e Dossena (4), pieno di nervosismo e
inefficacia in fase di copertura e spinta. L’esterno olandese lo manda su di
giri con corsa, finte e qualità. Spesso
è Dzemaili che arretra per dargli una mano. Donadel (4.5) non all’altezza di sostituire gente come Hamsik o
Inler. Capita che tenti di impostare il gioco, ma è facile farlo senza
pressioni e con un’ampia libertà di campo. El Kaddouri viene ancora una volta
sacrificato. Mesto (5) è meno timido
di Dossena e corre tanto ma non basta perché i suoi cross poche volte sembrano
essere invitati e fin quando al centro dell’area ci sono Insigne (163 cm) e Vargas (175 cm) è impossibile trovare una torre
che possa sfruttare i suoi palloni. Il “Magnifico” scugnizzo (5) non fa granchè
ma è meglio di Vargas (4.5),
soffocato dal titanismo dei difensori avversari. Cavani entra ma è inutile.
Fabio Corsaro
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