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venerdì 5 ottobre 2012

Disastro Napoli. Onore agli avversari: il PSV umilia gli Azzurri.


Rosati combina un pasticcio e dà il là ad una partita nettamente in salita. Narsingh ubriaca Aronica e Dossena

Lens, Mertens e Marcelo. Napoli a casa a mani vuote. L’attacco è improduttivo. Il centrocampo ha zero iniziative e in difesa se la cavano Cannavaro e Fernandez, ma non bastano

Poggiare la testa sul cuscino e porsi qualche domanda. Troppo forte il PSV? O il Napoli delle seconde linee è senza personalità? La mancanza della geometria, dell’ordine e dell’impeccabilità di Marek Hamsik si fa sentire in mezzo al campo. La velocità d’esecuzione di un’azione impostata e conclusa in porta da parte del PSV è impressionante: Luciano Narsingh fa la differenza sull’out di destra e Dossena capita nella serata sbagliata per tenere a bada un micidiale e devastante ventiduenne che straripa di potenzialità e qualità. Dries Mertens dà spettacolo con importanti giocate a livello tecnico e tattico. Gol, assist e serata perfetta. Sinfonia olandese che percuote la tarantella napoletana. La qualità dei “panchinari” non è al livello dei titolari e i difensori del PSV non sono quelli dell’Aik Stoccolma. Lo sa bene Eduardo Vargas, autore di tre gol contro gli svedesi, in netta difficoltà stasera anche nel controllare e gestire il pallone, o magari saltare (addirittura) l’avversario: Marcelo e Derijck lo devastano a livello fisico, soffocandogli le idee e tagliandogli ogni intenzione. Sale a galla anche molta incapacità del cileno; cerca di mettersi in salvo Lorenzo Insigne, con qualche giocata individuale e un paio di conclusioni che non c’entrano neanche lo specchio della porta. Da un funambolo scugnizzo come lui ci si aspetta sempre di più.

La salita comincia con un clamoroso errore di Rosati che azzarda un’uscita inappropriata di testa al limite dell’area, scontrandosi con Fernandez e permettendo a Lens di segnare a porta vuota.  Azzurri poi scialbi e confusi, olandesi invece pimpanti, da un bel gioco, efficace e snervante per gli avversari. Mertens al volo e Marcelo di testa chiudono infine la partita.

Bianco-rossi affamati di riscatto, avvenuto nel più dolce dei modi, contro la squadra più dura con cui giocare, nonché pretendente al primo posto del girone F. Napoli invece irriconoscibile nella mentalità, nella gestione del match e nella mancanza di carattere che ha favorito il PSV ad innescare occasioni fin troppo ghiotte da sciupare e logorare ogni minima speranza dei napoletani.

Stavolta il turn over di mister Mazzarri affonda il Napoli che scivola terzo in classifica ma l’utilizzo delle seconde linee è stato, per il tecnico livornese, la scelta giusta e intende proseguire ed attuare questa politica in Europa: “La sconfitta è stata ampiamente meritata. Turn over? Lo porto avanti perché credo sia la scelta giusta per la squadra e per la piazza. Siamo una squadra giovane, piena di ragazzi che devono crescere e maturare”. Avrà magari in testa solo lo scudetto Walter, sarà davvero che crede in questi giovani ma per affrontare partite di un certo calibro in Europa servono giocatori già formati nell’esperienza e nella mente, capaci di fronteggiare e dominare il tasso qualitativo della competizione.

Passo falso stasera; non resta che poggiare la testa sul cuscino, rifletterci su e correggere i propri  errori, magari con un consiglio che reca la notte.

Top&Flop- Pochi si salvano dal disastro di stasera al Philips Stadion. Cannavaro (6.5) spicca in mezzo a cotanta superficialità e poca sufficienza qualitativa e quantitativa. Ci mette la grinta, poi il cuore e infine la giusta dose di gambe e tenacia che permette di dettare legge nelle retrovie. Fernandez (6), che ha preso il ruolo di difensore centrale per favorire l’esaltazione delle sue qualità, mette in mostra una buona tecnica, un discreto controllo e gestione del pallone. È anch’egli protagonista incolpevole del primo gol subito: Rosati lo sovrasta, non permettendogli di anticipare Lens. Rimane basito e senza parole l’argentino. Antonio Rosati (4.5), ma cosa fai? Scelta totalmente inappropriata nel tentativo di anticipare compagno ed avversario di testa al limite dell’area propria. Per il resto compie tre parate importanti con i piedi che non impediscono di subire i tre gol totali incassati da Lens, Mertens e Marcelo. Dal suo errore ha origine la debacle azzurra. Aronica (4) un disastro. A vanvera su più di una palla alta; si dimentica infatti di Marcelo che sigla il terzo gol e sigilla la partita. Narsingh mette in tilt lui e Dossena (4), pieno di nervosismo e inefficacia in fase di copertura e spinta. L’esterno olandese lo manda su di giri  con corsa, finte e qualità. Spesso è Dzemaili che arretra per dargli una mano. Donadel (4.5) non all’altezza di sostituire gente come Hamsik o Inler. Capita che tenti di impostare il gioco, ma è facile farlo senza pressioni e con un’ampia libertà di campo. El Kaddouri viene ancora una volta sacrificato. Mesto (5) è meno timido di Dossena e corre tanto ma non basta perché i suoi cross poche volte sembrano essere invitati e fin quando al centro dell’area ci sono Insigne (163 cm) e Vargas (175 cm) è impossibile trovare una torre che possa sfruttare i suoi palloni. Il “Magnifico” scugnizzo (5) non fa granchè ma è meglio di Vargas (4.5), soffocato dal titanismo dei difensori avversari. Cavani entra ma è inutile.

Fabio Corsaro

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