Il cuore che pulsa. La maglia come seconda pelle. Il viso rigato da lacrime piene di emozioni. Gioia, rabbia, esultanza, dolore. E' un mix di sensazioni che fanno rima con la passione per una squadra, capace di occupare una parte fondamentale nella vita dei suoi tifosi, rappresentante un mezzo di evasione emotiva per gente che ha sempre voglia di sognare. Il Napoli non è una squadra di calcio, ma lo stato d'animo di una città
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domenica 14 ottobre 2012
De Ceglie: «Consapevoli della nostra forza»
In attesa che si giochino le ultime sfide delle Nazionali e che possa riabbracciare tutti i bianconeri, Antonio Conte cura con attenzione i ragazzi rimasti a lavorare a Vinovo. Allenamenti intensi per farsi trovare pronti a uno degli appuntamenti clou: il match di sabato prossimo contro il Napoli.
Tra quelli che sudano allo Juventus Center c’è Paolo De Ceglie. L’esterno valdostano ha fatto il punto della situazione parlando in esclusiva con Sky Sport. «Juventus e Napoli si sono rinforzate e quella di sabato sarà una sfida ancora più bella. Noi siamo consapevoli delle nostre potenzialità e dobbiamo solo esprimerle in campo. Inoltre giochiamo allo Juventus Stadium e i nostri tifosi ci supporteranno per avere una marcia in più».
La sfida di Torino metterà di fronte le due dominatrici di questo avvio di campionato. Due rivali che, in molti, pronosticano quali prime pretendenti per lo Scudetto. Uno Scudetto che la Juve vuole tenere cucito sul suo petto, oltre a far valere il proprio gioco anche in Europa. «Vogliamo ripeterci in campionato – continua De Ceglie – ma abbiamo tanta voglia di dimostrare quanto valiamo anche in Champions League. Questa è una stagione importante e noi vogliamo sicuramente fare molto bene».
Uno dei punti di forza della nuova Juventus 2012/13 è il gruppo. Un gruppo che si è ulteriormente rinforzato in estate. Con l’arrivo di Asamoah e l’apporto sempre puntuale di De Ceglie, i bianconeri hanno una delle fasce sinistre più forti d’Italia. «Qui alla Juve ci si deve aspettare sempre molta concorrenza, è bello e giusto così. Quando è sana, la competizione non può che essere positiva. È un input che spinge a fare di più, a fare sempre meglio».
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