Il cuore che pulsa. La maglia come seconda pelle. Il viso rigato da lacrime piene di emozioni. Gioia, rabbia, esultanza, dolore. E' un mix di sensazioni che fanno rima con la passione per una squadra, capace di occupare una parte fondamentale nella vita dei suoi tifosi, rappresentante un mezzo di evasione emotiva per gente che ha sempre voglia di sognare. Il Napoli non è una squadra di calcio, ma lo stato d'animo di una città
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lunedì 5 novembre 2012
Tragedia sfiorata al San Paolo: un uomo rischia di cadere nel settore inferiore
Attimi di tensione si sono vissuti ieri nell’intervallo di Napoli-Torino, quando un venditore di bibite è scivolato vicino alla balaustra della tribuna Posillipo rischiando di finire nel settore inferiore. Secondo quanto riporta la ‘Gazzetta dello Sport’ il tutto si è concluso con una brutta ferita in testa, ma nessun danno grave.
21 espulsioni in carriera: che record per Mazzarri!
Contro il Torino il tecnico ha rimediato l’ennesima espulsione della carriera.Ed allora, c’è sempre lui a metterci la faccia, ad affrontare la critica per spiegare i perché di un momento difficile, di una prestazione che non è stata all’altezza del valore del suo Napoli. L’errore di Totò Aronica, uno dei suoi proseliti, ha provocato la reazione del San Paolo. Quei fischi piovuti giù dagli spalti, a fine gara, non li ha ascoltati, Walter Mazzarri: qualche minuto prima, Valeri l’aveva espulso-ma è la sua ventesima in carriera- per una banale protesta come lui stesso ha spiegato nel dopo partita.
Mazzarri: "Siamo stati ingenui, la partita era finita"
"Siamo stati ingenui, la partita era finita". Walter Mazzarri amareggiato ma anche razionale nella disamina della partita. Un pareggio assolutamente figlio della fatalità e della sorte avversa che sfugge a letture strettamente tecniche...
"Intanto complimenti al Torino che ha giocato una grande gara. Erano più lucidi di noi e arrivavano prima sulla palla. Noi forse facciamo fatica a chiudere le partite, oggi la partita era vinta, potevamo segnare il secondo gol e portare a casa i tre punti. Siamo stati ingenui, bisogna crescere per competere con le grandi squadre".
"Probabilmente i tanti impegni hanno affaticato i ragazzi, però abbiamo avuto due o tre contropiede in cui abbiamo fatto scelte sbagliate. La partita si era messa come volevamo, abbiamo avuto soprattutto nella ripresa delle praterie da sfruttare. Poi il 2-0 clamorosamente non è entrato su azione di Marek. L'errore di Aronica ci sta, come può esserci l'errore di qualsiasi giocatore o del portiere. Evidentemente è un periodo così che non gira nel verso giusto.
"La squadra ha giocato come doveva. Sapevamo che il Toro è un avversario che ha una organizzazione particolare, non a caso è imbattuta in trasferta. Dopo il gol non ci siamo affatto accontentati del vantaggio, io dico sempre ai ragazzi di giocare e spingere fino alla fine. C'è poco da dire oggi, la partita era finita ed è nato un pareggio imprevedibile. Bisogna trarre insegnamenti da questi episodi e crescere in futuro".
Sull'espulsione nel finale..."Io ho solamente indicato un fallo su Marek, che poi in tutta onestà ho rivisto e non c'era. Il quarto uomo ha segnalato la mia protesta all'arbitro e hanno deciso di mandarmi fuori. Ma sinceramente io ho soltanto evidenziato una azione di gioco, tutto qua, senza alcuna offesa per nessuno"
Beffa Napoli: Aronica rovina tutto!
È bastato un attimo per distruggere le speranze costruite in 90 minuti. Retropassaggio folle, incosciente: atto che determina il pareggio del Torino e vale quanto una sconfitta per il Napoli. Aronica è l'artefice del misfatto, subentrato ad un Dossena spompo, scarico e inefficace in marcatura. Mazzarri lo aveva inserito per potersi assicurare maggiore copertura in difesa e invece ritrova tradite le sue intenzioni con una disattenzione che lancia Sansone a siglare il primo gol in serie A e il teorema della 'prima volta' si rovescia ancora una volta contro gli azzurri. Beffa, rabbia e ingenuità. Non si può sciupare e buttare un'opportunità così ghiotta: la Juventus cade in casa e cede all'Inter del mago Strama lo scettro dell'orgoglio. Milito, Palacio e la compagine argentina neutralizzano la signora bianconera, passata in vantaggio con un ennesimo gol in fuorigioco, firmato Vidal, e lo Juventus Stadium si china alla potenza della sorpresa nerazzurra. La chance si presentava come un'irrinunciabile opportunità per infiammare il campionato e accorciare la classifica. Purtroppo una leggerezza risulta pesante e Mazzarri, amareggiato ma razionale, esamina la partita con queste parole: "Intanto complimenti al Torino che ha giocato una grande gara. Erano più lucidi di noi e arrivavano prima sulla palla. Noi forse facciamo fatica a chiudere le partite, oggi la partita era vinta, potevamo segnare il secondo gol e portare a casa i tre punti. Siamo stati ingenui, bisogna crescere per competere con le grandi squadre". Amarezza e consapevolezza di aver commesso imperdonabili errori per giocarsela alla pari con le pretendenti allo scudetto.
Top&Flop- Soffrire il Torino per tutto il secondo tempo non è roba da grande squadra. De Sanctis (voto 6) si ritrova quella palla arrivare inaspettata dalle sue parti e non riesce ad evitare la fatalità dell'errore commesso da Aronica (4). La difesa è sempre solida con il trio Campagnaro-Cannavaro-Gamberini. 6.5 per tutti e tre. Maggio (5.5) si lascia coinvolgere dal nervosismo del match e tra controversie con avversari e quei pochi tentativi di cross risulta poco incisivo; Dossena (5) è totalmente smarrito nella fase di marcatura. Adempie poco ai suoi doveri difensivi e dalla sua corsia arrivano troppi pochi palloni per Cavani e Pandev. A centrocampo regna la rabbia, l'agonismo ma non la creatività che dovrebbe essere padrona. Dzemaili (6) e Behrami (6) fanno quel che possono ma alla fine è palese e comprensibile la delusione, vedendo il sacrificio diventare vano con una decisiva banalità che ha condannato gli azzurri al pareggio. Hamsik (6+) calibra ed equilibra centrocampo e attacco. Si rende sempre attivo in fase di impostazione e finalizzazione. Sciupa la palla gol capitatagli nel finale che poteva essere decisiva per chiudere la partita. Pandev (5) fuori forma. Fa ben poco. Insigne (6.5) dá vitalità all'attacco quando entra. È tutt'altra fantasia rispetto al macedone. Cavani (6.5) è l adrenalina della squadra. Uomo chiave e di fondamentale importanza. Decide sempre lui. Si trova al posto giusto nel momento giusto. Purtroppo tutto è risultato inutile.
Fabio Corsaro
venerdì 2 novembre 2012
Napoli-Torino: arbitra Valeri di Roma. Napoli sconfitto una sola volta con il suo arbitraggio
Paolo Valeri di Roma, 34 anni, internazionale, è alla sesta stagione nella Can di A e B.
L’esordio in serie A il 23 dicembre 2007 in Udinese-Empoli 2-2.
Vanta 64 presenze in Serie A e 39 in serie B.
Gli undici precedenti con il Napoli,
otto vittorie, due pareggi ed una sconfitta:
Napoli-Lecce 3-0 il 13 dicembre 2008
Napoli-Siena 2-1 il 27 settembre 2009
Napoli-Catania 1-0 il 28 marzo 2010
Sampdoria-Napoli 1-2 il 19 settembre 2010
Brescia-Napoli 0-1 il 31 ottobre 2010
Napoli-Inter 0-0 (4-5 dcr) il 26 gennaio 2011 in coppa Italia
Lecce-Napoli 2-1 l’8 maggio 2011
Napoli-Fiorentina 0-0 il 24 settembre 2011
Napoli-Genoa 6-1 il 21 dicembre 2011
Parma-Napoli 1-2 il 4 marzo 2012
Napoli-Siena 2-0 il 21 marzo 2012 in coppa Italia
Così in carriera:
64 presenze in Serie A
39 presenze in serie B
42 vittorie interne (il 40,8%)
35 pareggi (il 34,0%)
26 vittorie esterne (il 25,2%)
566 ammonizioni (più di 5 a partita)
36 espulsioni (circa una ogni tre partite)
44 rigori concessi (più di uno ogni tre partite)
3.371 falli fischiati (circa 33 a partita)
Napoli-Torino: ecco i precedenti. Gli Azzurri non vincono dal 1996.
I 67 PRECEDENTI
(nel 1975 si giocò a Roma, nel 2003 a Campobasso, a porte chiuse)
60 in serie A, 2 in serie B e 5 in Coppa Italia
24 vittorie del Napoli
30 pareggi
13 vittorie del Torino
90 gol del Napoli
64 gol del Torino
L’ultima vittoria del Napoli:
1-0 il 10 aprile 1996
30’ p.t. Boghossian (N)
L’ultimo pareggio:
1-1 il 23 dicembre 2007
35’ p.t. Rosina (rig) (T), 36’ s.t. Hamsik (N)
L’ultima vittoria del Torino:
1-2 il 17 maggio 2009
42’ p.t. Pià (N), 6’ s.t. Bianchi (T), 27’ s.t. Rosina (T)
Occhio Napoli, il Toro è ancora imbattuto fuori casa.
Il Torino di Ventura è una squadra difficile da affrontare, soprattutto se si considera che fuori casa si sta comportando molto bene. Ecco quanto evidenziato dalla Gazzetta dello Sport: L’avversario di domenica, invece, si presenta al San Paolo senza aver perso in trasferta. Il che la dice lunga sull’atteggiamento tattico che imporrà Ventura ai suoi. E dinanzi a una squadra raccolta nella propria metà campo, il Napoli ha sempre faticato a trovare spazi per verticalizzare, mentre il gioco sulle fasce è frenato, nelle ultime settimane, dalla forma precaria di Maggio e dall’assenza di Zuniga. In compenso, dovrebbe rientrare Cavani.
Zuniga si ferma. Britos ritorna e scalpita per una maglia da titolare.
Da considerare sicuramente indisponibile Zuniga. Secondo quanto riportato dall'edizione odierna de Il Mattino, il colombiano ieri ha fatto solo terapia, niente allenamento. In questi casi non ha senso rischiare, contro il Torino non sarà disponibile anche se per domani è atteso l’ultimo consulto medico. Zuniga dovrebbe tornare a disposizione e giocare nel match di Europa League contro il Dnipro al San Paolo. Sta bene invece Britos che deve solo trovare la migliore condizione atletica. L’uruguaiano non è stato convocato per Bergamo, dovrebbe far parte dell’elenco contro il Torino. In campo si potrebbe rivedere in Europa League giovedì prossimo al San Paolo. Ora deve provare a recuperare terreno rispetto a Gamberini e Aronica.
Napoli sterile in attacco: se non segna Cavani allora son guai
Segnano in pochi in questo Napoli. Con 6 reti, Cavani è il capocannoniere e alle sue spalle c’è Marek Hamsik con 4 e Pandev con 2. Chiudono Insigne e Maggio con un gol. Ecco quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport: Basta questo riferimento per capire quanto sia faticosa la fase offensiva e quanto si complicano le cose senza l’uruguaiano. E’ vero che contro l’Atalanta, il Napoli ha avuto il possesso palla maggiore, ma è pur vero che la prodezza vera Consigli l’ha compiuta solo su Hamsik, nel secondo tempo. E sempre il turno infrasettimanale ha evidenziato che Pandev non è una prima punta, non può sostituire Cavani, per intenderci, e che Insigne è prigioniero del suo funambolismo: se giocasse un po’ meno per la platea sarebbe più utile alla causa.
Otto azzurri convocati in Nazionale per amichevoli internazionali.
Otto azzurri convocati in Nazionale per amichevoli internazionali del 14 novembre. Cavani sarà impegnato nel test che l'Uruguay giocherà con la Polonia a Danzica.
Inler, Behrami e Dzemaili saranno protagonisti di Tunisia-Svizzera a Sousse.
Vargas sarà di scena in Cile-Serbia a St.Gallen in Svizzera
Zuniga è stato inserito nella lista per Colombia-Brasile in New Jersey
Campagnaro e Fernandez saranno impegnati in Arabia Saudita-Argentina a Riyadh.
Cavani si commuove da Maria De Filippi
Il Matador sarà tra gli ospiti di Maria De Filippi sabato sera nella puntata «C’è posta per te» su Canale 5. Cavani ha già registrato la puntata che vedrà tra i protagonisti anche l’attore Claudio Amendola. Una settimana dopo Cristiano Ronaldo, il portoghese del Real Madrid (ospite nella puntata di sabato scorso), un altro campionissimo, Edinson Cavani, la stella del Napoli. L’anno scorso fu ospite Lavezzi, il Pocho che ha acceso l’entusiasmo della tifoseria napoletana nella scorsa stagione.
Il campione uruguaiano ha registrato la puntata negli studi di Cinecittà a Roma, il giorno dopo Juventus-Napoli e venne accompagnato da uno dei suoi manager, Pierpaolo Triulzi. Ha risposto all’invito di una famiglia napoletana e dopo il racconto non è riuscito a reggere l’emozione. Un campione nella vita e non solo sui campi di calcio. Terzo anno a Napoli, sempre più un idolo. Estremamente disponibile e straordinariamente semplice nella vita quotidiana. Un ritratto del Matador nella trasmissione di Maria De Filippi, sabato sera alla vigilia della sfida contro il Torino.
giovedì 1 novembre 2012
“Diego Armando Maradona”: la vita del Pibe ora è a fumetti
Riassumere la vita Diego Armano Maradona non è semplice, probabilmente perché a Diego, le cose semplici, non sono mai piaciute.
Paolo Castaldi, fumettista ed artista milanese doc ma tifoso del Napoli convintissimo, si imbarca allora nella sfida di raccontare la sua storia in un libro a fumetti di appena 200 pagine, tutte in azzurro.
Diego che nasce, Diego che diventa Il Calcio, Diego che muore, Diego che rinasce. “Ta-ta-ta-ta”. Castaldi ripercorre in fumetti la vita di Diego dall’infanzia difficile a Villa Fiorito fino alle gioie del San Paolo in festa, dalle cadute verticali alle resurrezioni impossibili.
In libreria dal 30 ottobre scorso, nel giorno del 52esimo compleanno del Pibe, “Diego Armando Maradona” è un volume composto da 11 capitoli di amore per Diego, narrati da personaggi diversi, veri o inventati, ma che con lui hanno avuto a che fare. Undici come i tocchi con cui ha realizzato il gol del secolo, una cifra in più del numero di maglia che consacrò l’uomo a leggenda contemporanea. E per qualcuno, a qualcosa di più. “Diego Armando Maradona” di Paolo Castaldi, formato 15×21 cm,a colori (azzurro), pagine 208 Edizioni BeccoGiallo, 15 euro Luigi Scarano .
Allenamento a Castel Volturno: Cavani ha svolto terapie, corsa e lavoro specifico
Seduta mattutina per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match con il Torino di domenica 4 novembre al San Paolo per l'undicesima giornata di Serie A (ore 15.00).
Allenamento di scarico per chi ha giocato a Bergamo, gli altri uomini della rosa hanno disputato una partitella a campo grande con la Primavera 11 contro 11.
Cavani ha svolto terapie, corsa e lavoro specifico sul campo. Le sue condizioni saranno valutate quotidianamente. Palestra e terapie per Zuniga.
Domani seduta pomeridiana.
Fonte: tuttonapoli.net
Mazzarri ad Halloween: "Partita stregata!"
"Una partita stregata". Walter Mazzarri amareggiato ma lucido nell'analisi del match di Bergamo. Il tecnico mette sulla bilancia il gioco e le occasioni, ed il consuntivo parla in favore del Napoli.
"Ci sono gare che nascono così. Abbiamo concesso solo una palla gol e loro hanno trovato un gran tiro. Per il resto abbiamo fatto tutto noi. Sette-otto conclusioni in porta, il portiere loro ha fatto prodezze ed alla fine hanno vinto loro. Cosa posso dire, Marek ha avuto una clamorosa occasione e Consigli ha salvato il risultato. Credo che se fosse entrata la palla di Marek avremmo anche vinto. Non ho molto altro da dire nè sulla partita, nè sui ragazzi. Alla fine chi vince ha sempre ragione, ma sulla prestazione nostra c'è poco da eccepire. Sotto il profilo generale sono soddisfatto della squadra. Rispetto all'anno scorso abbiamo sette punti in più, stiamo crescendo e certamente si può migliorare ancora di più".
Un chiarimento sulle condizioni di Cavani..."Edi non è al massimo, ha provato nel test di rifinitura e non era sicuro del suo stato. Gli ho dato carta bianca di scelta, ma non se la sentiva di andare in campo. Purtroppo Cavani e Zuniga giocano anche in Nazionale e può capitare dopo tanta fatica ci sia un lieve infortunio"
Anche Christian Maggio, che nel finale ha sfiorato il pareggio di testa, è sulla sintonia del tecnico: "Abbiamo avuto palle gol chiare e non siamo riusciti a segnare. Questo è stato l'andamento della partita. Sotto porta ci siamo arrivati varie volte, peccato non averla messa dentro perchè oggi potevamo vincere. Dobbiamo migliorare ed eliminare alcuni difetti, ma lavoriamo in questo senso, siamo sereni e guardiamo avanti. Anche senza Cavani siamo riusciti a creare occasioni. Abbiamo un gruppo forte e tanti giocatori importanti. Oggi il rammarico è solamente non aver trovato il tiro vincente, per il resto sulla prestazione siamo stati superiori all'Atalanta che ha comunque fatto una grande fase difensiva. Non è certo questa gara a scoraggiarci perchè la squadra ha mostrato gioco e buona condizione. La strada è lunga e proseguiremo a dare il massimo sempre"
L'EDITORIALE: La partita stregata del Napoli a Bergamo nella notte di Halloween. Orobici vincenti per 1 a 0.
Carmona sigla il secondo gol in Serie A con
la maglia dell’Atalanta. Del primo ne era stato vittima sempre il Napoli lo
scorso anno.
Sfortuna e mancanza di tenacia ed agonismo in
avanti. Azzurri Cavani-dipendenti?
Corpo senz’anima, graffiato nell’orgoglio e con ancora la
scarsa convinzione di poter lottare per un importante traguardo, quale lo
scudetto. Prendono forma le lacune sulle quali sarà necessario intervenire a
gennaio per colmarle, mirando qualche acquisto che apporti alla squadra
sufficiente potenzialità nelle seconde scelte di cui il Mister può usufruire.
Si sente la mancanza di Cavani; si avverte che lì davanti non c’è grinta, non c’è
agonismo, non c’è traccia di fame di vittoria. Il volto scavato del Matador è
un punto di riferimento per i compagni che lo cercano sempre sperando che da
lui possa partire la magia utile a cambiare le sorti della partita. Non si può
però dipendere da un solo calciatore. Il successo lo raggiunge la squadra, non
il singolo. Vuoi che sia il campo maledetto di Bergamo, vuoi che la palla non
entri, ma chi pensa a segnare in attacco se non c’è Edinson Cavani? Purtroppo
si rovescia contro gli azzurri anche il teorema della “prima volta” di molti
calciatori: dopo Paul Pogba, a liberarsi del peso dell’astinenza da gol
stavolta ci pensa Carmona. Il cileno già l’anno scorso trovò la gioia della
prima rete in Serie A e con la maglia dell’Atalanta proprio contro il Napoli;
quest’anno la storia si ripete: primo gol della stagione, e tanto di cappello
per il tiro al volo infilatosi nell’angolino dove De Sanctis può arrivarci solo
coi pensieri. Le file orobiche trionfano contro quelle partenopee. Tuttavia gli
Azzurri c’hanno provato con la forza di volontà sopravvissuta nel finale.
Hamsik possiede il pallone ed è il padrone del centrocampo, forse l’unico a
dedicarsi con abnegazione alla manovra di gioco e alla conclusione dello
stesso. 65 palle giocate e 6 tiri in porta per lo slovacco. Numeri importanti
che però si sfaldano nell’ontologia del gioco espresso dal Napoli stasera,
limitato anche da una diga bergamasca e un Consigli in gran spolvero. Nella
notte di Halloween, il Napoli si becca un brutto scherzetto e di mostri e,
soprattutto, fantasmi ce ne sono stati tanti in mezzo al campo: Behrami non è
il solito leone, Dossena appare ma poco dope si dissolve, le fasce sono lunghe
corsie dove dovrebbero nascere le più importanti insidie, ma non è così. Mesto
entro e fa ben poco Vargas è fuori da ogni schema. La Juventus vince al 93’, l’Inter
schianta in casa la Samp 3-2. Il Napoli perde punti e posizioni. Da primo a
terzo in undici giorni. La sfida di domenica al San Paolo col Torino deve
rappresentare una rampa di lancio dove recuperare posizioni, sfruttando magari
l’anticipo di sabato sera tra Juve e Inter, ritrovare la fiducia e magari
tornare a vincere con un Matador in più.
TOP&FLOP- Attacco orfano di Cavani e delle sue doti tecniche e morali. Il centrocampo passa tra i piedi di Hamsik e Inler. Maggio invece non riesce mai ad inquadrare la porta di testa. Cosa ci può fare invece De Sanctis se si ritrova costretto ad esser “vittima” delle prime volte dei calciatori con gol incredibili ed imprendibili. Prima Pogba, undici giorni fa. Ora Carmona. Sfortunato. Voto 6. Campagnaro (6)cerca di aiutare il gioco sulla fascia e spingere per creare qualche pericolosità ma deve limitarsi al dovere di difensore. Cannavaro (6.5 )gioca da vero capitano: fa sentire la cattiveria agonistica agli avversari, è puntuale negli anticipi e alza la voce quando serve. Gamberini (6.5) invece è l’esperienza che Mazzarri voleva a portata di mano. La tranquillità e la sicurezza miscelate insieme per plasmare un difensore di cui fidarsi ciecamente. Ancora una buona prova per l’ex viola. Altro vecchio prodotto della Fiorentina era Behrami (5), oggi sotto tono e nervoso. Pochi ruggiti, la cresta si abbassa e viene sostituito. Inler (6) ha trovato nel suo ego una certa sicurezza di gestione col pallone. Gestisce bene il gioco quando deve ma la difesa orobica è ordinata e compatta e far filtrare il pallone in quegli spazi è sempre difficile. Le fasce sono un supplizio. I cross tagliati e insidiosi sono quasi utopie. Dai piedi di Maggio (5) e Dossena (5) partono ampie parabole che si rivelano poco pericolose. Di testa l’esterno destro del Napoli è bravo nella sponda ma non per inquadrare la porta: è sua la ghiotta opportunità al 93’ di pareggiare i conti con un colpo di testa, sfruttando il cross proveniente dalla bandierina. La palla non rientra nello specchio della porta e termina fuori. Orsato poi annuncia il Game Over. Hamsik (7-) è il fulcro del centrocampo e il portatore di pericoli dalle parti di Consigli, che gli nega più di una volta la gioia del gol. Insigne (5.5) ha i numeri di un talento che deve però ancora crescere e maturare. Non coglie una grande opportunità avuta nel primo tempo. Serve un gol per sbloccarlo e convincere se stesso e chi è scettico su di lui che tra i grandi può giocare. Pandev (5.5) è possesso palla e poco più. Il tandem sembra funzionare non molto bene. Cercasi urgentemente il Sig. Edinson Cavani.
Fabio Corsaro
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