Il cuore che pulsa. La maglia come seconda pelle. Il viso rigato da lacrime piene di emozioni. Gioia, rabbia, esultanza, dolore. E' un mix di sensazioni che fanno rima con la passione per una squadra, capace di occupare una parte fondamentale nella vita dei suoi tifosi, rappresentante un mezzo di evasione emotiva per gente che ha sempre voglia di sognare. Il Napoli non è una squadra di calcio, ma lo stato d'animo di una città
Napoletani nel mondo
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martedì 2 ottobre 2012
Domani conferenza stampa di Mazzarri ore 17.45
E' fissata per domani la partenza per Eindhoven. La conferenza stampa di Walter Mazzarri è stata programmata per le 17.45 presso il Philips Stadion, alla vigilia di un match tra Psv e Napoli che si prospetta emozionante.
El Kaddouri e Uvini ospiti al work shop a Napoli organizzato per la presentazione delle offerte della stagione turistica invernale della Val di Sole
Omar El Kaddouri e Bruno Uvini per la Val di Sole. Importante evento a Napoli organizzato dalla APT della Val di Sole che ha radunato tutti i principali albergatori della splendida localià trentina. Un "work shop" attraverso il quale sono state presentate le più belle offerte ed il pacchetto turistico della stagione invernale.
A testimoniare e rafforzare il legame tra la SSC Napoli e la meravigliosa "perla delle Dolomiti", che ha ospitato il raduno estivo azzurro, c'erano ospiti El Kaddouri e Uvini che hanno apprezzato il meraviglioso itinerario trentino ed hanno scattato foto firmando autografi nell'entusiasmo generale.
Curiosità sugli azzurri: Pandev ama i broccoli, Edi ama pescare e ...
Iniziano la giornata riempiendosi gli occhi con l’azzurro del mare. Non hanno il pollice verde. Pandev ama i broccoli e, come Rosati, risparmia sulla spesa. Cavani adora pescare. Soledad è appassionata di tecnologia. Un legame speciale e “vivissimo” unisce Edinson a Lavezzi. Ecco alcune delle curiosità che emergono dal Parco Matarazzo, in via Tasso, a un passo dal Corso Europa, residenza napoletana di Goran Pandev, Edinson Cavani, Antonio Rosati, Marco Donadel e Alessandro Gamberini.
I cinque azzurri occupano tutti condomini distinti, con affitti che vanno dai tre ai quattromila euro. Pandev e Rosati godono della vista più bella: da Castel dell’Ovo a Mergellina, una distesa di mare azzurro, barche immacolate e i colori dei fiori delle ville sottostanti. La casa del Matador è l’unica non panoramica: sotto è parcheggiata la Porsche Cayenne nera, persiane quasi sempre abbassate per eludere gli occhi dei curiosi.Non paiono troppo sensibili al fascino floreale, come dimostrano le schiere di vasi vuoti fuori ai balconi. Fa eccezione Rosati: il terrazzo è ricco di margherite, gerani e rampicanti. Colorata e festosa come i suoi fiori è la moglie Elena, che, a detta dei custodi del parco, è molto simpatica. Soledad si concede al massimo una passeggiata ogni tanto nel parco con Bautista, preferendo la riservatezza di casa, frequentata quasi quotidianamente dalla moglie di Zuniga, sua grande amica.
Pandev e Rosati sono spesso insieme: il giorno dopo la partita contro la Lazio al San Paolo escono di casa con la BMW nera di Rosati per recarsi all’allenamento. Poco dopo, è la volta di Cavani a bordo di una BMW X6 bianca guidata dall’autista: il Matador si ravvia i capelli e sbircia a destra, all’uscita del parco, per accertarsi che non arrivino macchine.
L’immagine della famiglia Cavani che emerge dalle parole dei negozianti della zona è assolutamente nuova. Il parrucchiere Isidoro racconta che Soledad arriva sempre in macchina, perché il marito non gradisce l’attenzione dei tifosi nei confronti della moglie. Adora la tecnologia, non si separa mai dal suo Blackberry, e gioca spesso con l’I-phone di Isidoro mentre lui le cura i capelli. Si veste in modo casual ma ricercato, con grande attenzione alle griffe e porta spesso con sé Bautista e la sua tata, Tina che arriva la mattina intorno alle 10. Si aggira spesso nel parco con il piccolo Cavani e va fiera dell’amore smisurato del bambino verso il pallone: a spasso con Bautista la tata ostenta sempre soddisfatta la maglia del Napoli. Edinson è un appassionato di pesca: parte spesso la mattina all’alba in direzione Volturno con la sua canna. E poi c’è il doppio filo che ancora tiene avvinta la coppia Cavani al Lavezzi parigino. Il legame passa attraverso il collare dello yorkshire donato loro proprio da Ezequiel, e che Edinson ha ribattezzato, appunto, Pocho.
Tutti e cinque mandano i loro domestici napoletani a fare la spesa al vicino supermercato Carrefour, che poi recapita loro a domicilio il tutto. Il fruttivendolo don Pasquale, che ha la bottega subito fuori del parco, racconta di essere stato chiamato per portare la spesa a casa solo da Pandev e Rosati, e una volta sola, pare per i suoi prezzi troppo alti. Pandev ordinò broccoli, banane e mele, Rosati, invece, un misto di tutto: «Invece di mangiarsi i gol, Cavani dovrebbe mangiare un poco di frutta in più» scherza don Salvatore che dal bomber non ha ordinazioni. Ma nel parco dei calciatori ha trovato casa anche un olimpionico, Diego Occhiuzzi, medaglia d’argento nella sciabola a Londra, spesso è in compagnia del Matador. La tentazione di gridare «Forza Napoli» è grande.
Fonte: Il Mattino
Cavani: "Io come Messi e Ronaldo"
L’abbiamo pressato, come implacabili difensori, consapevoli che avrebbe vinto lui il confronto. Invece, questa esclusiva viene fuori senza né vinti né vincitori, perché dopo l’ennesimo tentativo, Edinson Cavani si è fatto scappare la frase ad effetto: "Sì, condivido l’ottimismo, questo è l’anno buono". Per vincere lo scudetto, certo, altrimenti per cos’altro? Lui non l’ha voluta pronunciare, la parola scudetto, perché c’è l’ordine tassativo di non alimentare la convinzione della maggiore parte della critica. Però, Edi è un ragazzo intelligente, sa valutare la qualità del suo Napoli, conosce bene il suo mestiere e la parte che gli tocca recitare per accontentare chi fa della scaramanzia un motivo di esistenza. "Vi sembrerà strano, ma la finale di Supercoppa Italiana, a Pechino, mi ha dato la definitiva certezza che questo sarebbe stato il nostro anno. E l’inizio non è niente male, vi pare?".
Ma lei se la sarebbe aspettata una partenza così sparata del suo Napoli?
"Non avendo fatto il ritiro coi compagni, perché ero impegnato all’Olimpiade, ho dovuto aspettare Pechino, appunto, per farmi una prima idea della nostra forza. E lì ho trovato un gruppo convinto, motivato e voglioso di fare grandi cose. Laggiù, ho capito che questo sarebbe potuto essere un grande Napoli".
Più forte della Juve?
"Quella di Conte è una squadra solida, ma le differenze che ho visto nell’unica partita giocata contro (a Pechino, ndr) sono state determinate dalle due espulsioni. Quella sconfitta mi ha fatto arrabbiare molto".
Ce l’ha con la classe arbitrale, per caso?
"Ma no! Però, è innegabile che certi errori di valutazione possono condizionare l’esito di una stagione. Non condivido, in ogni modo, la tesi di chi pensa alla malafede o alla disonestà. Siamo uomini e possiamo sbagliare, al di là dei ruoli. Succede a noi calciatori ed è umano che succeda pure a loro".
Ritorniamo a bomba: si può già parlare di una fuga di Juve e Napoli?
"No, è presto, la strada è ancora lunga. Ci sono squadre importanti che verranno fuori. Inter e Milan, per esempio, hanno riaperto un ciclo e il bello del calcio italiano è proprio questo, che magari vinci due partite di seguito, come è capitato all’Inter, e sei nuovamente in corsa".
Quanto ha perso il campionato italiano senza più Ibrahimovic, Lavezzi, Thiago Silva?
"Come ha detto De Rossi il calcio è uno, poi ciascuno lo vede a modo proprio. Io da piccolo sognavo il calcio italiano, guardavo Batistuta e il mio scopo era giocare in Serie A. Per me era e resta il top. C’è chi, invece, ha deciso di andare a giocare da altre parti, perché convinto a suon di milioni. A me non ha mai sfiorato l’idea di andare via da Napoli, perché questo campionato, al di là di tutto, resta uno dei più belli, affascinanti, emozionanti e difficili al mondo. Tutte le squadre lottano, non è giusto dire che è un campionato mediocre. Tatticamente, in ogni campo trovi delle difficoltà contro squadre ben organizzate".
A proposito, è parso di capire che per la sua permanenza a Napoli sia stata determinante la visita che le fece De Laurentiis, a Cardiff, nel ritiro della nazionale uruguaiana, quest’estate: cosa vi diceste?
"Due giorni prima di quell’incontro, mia moglie, Soledad, subì una rapina a Napoli, eravamo sconvolti e lontani. Io anche nervoso, perché ero impossibilitato a fare qualcosa. De Laurentiis capì la situazione e volle raggiungermi per farmi sentire l’affetto suo e della società. Fu una buona opportunità per discutere anche dei problemi legati al contratto. Lui ha fatto uno sforzo importante, comunque, ma credo che lo abbia fatto con piacere. Se ho alzato la voce in quel periodo, è perché sentivo di meritare qualcosa in più. E, assecondando le mie richieste, il presidente mi ha fatto capire quanto ci tiene a me".
Dica la verità, ma non ha mai pensato di andare via? Si era parlato di Chelsea, Manchester City, Real Madrid..
"Cambiare squadra e città è sempre difficile, ma se realmente altre società mi avessero voluto, avrebbero fatto un’offerta irrinunciabile alla società e invece così non è stato".
C’è poco da nascondersi o da fare gesti scaramantici: i napoletani vogliono lo scudetto e in lei vedono la continuazione di Maradona, di colui che può farli ritornare a vincere. Una bella responsabilità
"Qui, si vive di calcio, anche per i problemi sociali che ci sono. Nello sport la gente trova la gioia che in altri settori della vita non percepisce. Io darò tutto me stesso per questa città e la sua gente. I tifosi rivedono in me quel giocatore che può farli vincere nuovamente, così com’è accaduto con Maradona, anche se oggi il calcio è diverso. Le nuove generazioni non hanno vissuto l’era di Diego e Careca ed è bello che io possa far rivivere loro quelle emozioni. Spesso, quando vado in giro, le persone mi fermano, mi dicono grazie, perché sto facendo rivedere loro una pellicola del passato che proietta le immagini degli scudetti. E queste cose mi danno una carica eccezionale".
Quella giusta per vincere la classifica dei cannonieri?
"Se a fine campionato prevarrò sugli altri, sarò felice, altrimenti saprò di aver dato comunque il massimo. Io lavoro per vincere, a prescindere dall’importanza del trofeo. E m’impegno per aiutare i miei compagni a fare grandi cose".
Ritiene che sia un sacrilegio accostarla a Messi e Ronaldo? Per continuità, lei non è secondo a nessuno.
"Io mi alleno tutti giorni con la stessa intensità per arrivare al loro livello, sono due grandi campioni. Comunque, spero di raggiungere il top con il Napoli, perché il mio unico obbiettivo è vincere sempre".
Quanto c’è di Mazzarri nella sua definitiva consacrazione?
"Lui è quello che ha più meriti, in me ha sempre avuto fiducia. E' stato il mio trampolino di lancio. Mi ha convinto con una telefonata che mi fece durante il Mondiale in Sudafrica. Allora, capii quanto fosse forte il suo interesse nei miei confronti. Oggi, i risultati stanno confermando che la mia scelta di venire a Napoli è stata quella più giusta".
Pandev-Cavani-Hamsik: si dice che sia il tridente più forte d’Italia: condivide?
"Non sempre ci riesce tutto alla perfezione, infatti lavoriamo per migliorarci. Chi ci affronta deve sapere, però, che tutti e tre abbiamo dentro una gran fame di vittorie".
Le pesa l’etichetta di mister 60 milioni? E' l’equivalente della sua clausola rescissoria.
"Sapere di valere tanto non mi tocca affatto. Sono cose che gestiscono la società e i miei agenti. Mi allenerei e giocherei con le stesse motivazioni anche se valessi soltanto il 10 per cento di questa cifra".
Proprio il prezzo esorbitante ha spinto Verratti al Psg. Ora, se ne rammaricano in tanti.
"C’è stata una possibilità per lui e per la società, probabilmente nessuno in Italia avrebbe potuto pagare quella cifra al ragazzo e al Pescara. È un grande giocatore, ma deve dimostrarlo partita per partita come dovranno fare Insigne e El Shaarawy, altri due ragazzi di talento. Serve l’aiuto di tutte le componenti quando sei giovane. Talvolta la troppa euforia che circonda un ragazzo può essere deleteria, proprio come è accaduto a Edu Vargas. Ma state certi che anche lui ha grandi qualità".
Fonte: Gazzetta dello sport.
Gamberini: "Napoli, gruppo eccezionale e grandi motivazioni"
"Il Napoli ha un gruppo eccezionale". Alessandro Gamberini è la voce dell'esperienza ma anche dell'entusiasmo. Il difensore azzurro ai microfoni di Radio Marte racconta i suoi primi mesi di esperienza tra l'armonia dello spogliatoio e la passione della città...
"L'impatto con l'ambiente è stato fortissimo. Io ho vissuto in due metropoli quali Bologna e Firenze, ma Napoli ha qualcosa di unico. Mi ha colpito il coinvolgimento di tutta la città per la squadra. Qui si respira calcio sempre ed è molto stimolante. Io abito da poco a Posillipo e devo dire che sto vivendo sensazioni splendide nell'incontrare la gente. A questo aggiungiamo che ho trovato un gruppo eccezionale. Ci sono campionissimi che si mettono a disposizione dei compagni e lavorano con una professionalità trascinante. Questa è la forza di questa squadra che in questi anni ha fatto cose straordinarie"Un aneddoto che spiega l'unione dello spogliatoio azzurro..."Qui ci sono top player che hanno un'umiltà eccezionale ed un gruppo che mi ha accolto come mai avevo visto prima sin dal ritiro. Ma chi mi ha colpito di più è Gianluca Grava. E' un personaggio incredibile, un ragazzo favoloso, ha sempre il sorriso sulle labbra ed è fondamentale per l'umore della squadra. Io credo che questa sia la migliore testimonianza del clima bellissimo che viviamo quotidianamente"
Mazzarri ha voluto fortemente il tu arrivo al Napoli..."Di questo sono felice. La volontà è stata reciproca perchè io ho subito scelto Napoli. Qui c'è un progetto ambizioso, un Club solido ed una Società importante. Personalmente avevo voglia di nuovi stimoli e di altre motivazioni. Ho 31 anni ma sento di poter dare tantissimo. Sono uno che non si accontenta mai e darò il massimo per questa maglia. Negli anni scorsi sono stato un po' condizionato da infortuni, ma adesso sto bene. Desidero solo lavorare nel migliore dei modi per poter dare una grande mano alla squadra".
Sinora un ingresso in squadra di personalità e duttilità..."Sì, credo di essere un difensore completo ma anche molto disponibile. Per essere duttili c'è bisogno anche di disponibilità e sacrificio, doti che mi riconosco. Ma qui l'ambiente è travolgente, il mister è sempre attento a tutto ed è più facile riuscire a dare il massimo. Personalmente non parlo molto, preferisco sia il campo a parlare. Il Napoli ha una fase difensiva molto organizzata che parte dal pressing degli attaccanti e passa per il filtro dei centrocampisti. Ragioniamo da squadra e questa è la nostra forza".
Napoli sogna in grande..."Noi conosciamo il nostro valore e non vogliamo nasconderci. Vogliamo essere protagonisti di una stagione importante e daremo il massimo. Quest'anno c'è un campionato molto equilibrato e varie squadre possono inserirsi al vertice. Ma il nostro obiettivo sinora è la continuità. Quella è la strada che può portarci in alto, ragionando partita dopo partita"
In carriera 6 gol e la prima rete in questo campionato sfiorata a Marassi..."Sì c'è stato un bel cross di Cannavaro, Edi l'ha sfiorata ed io mi sono inserito sul secondo palo. Purtroppo la palla è schizzata con un rimbalzo strano, ma meglio così, l'importante è aver vinto. Magari andrà meglio la prossima volta..."
lunedì 1 ottobre 2012
Il Napoli per "Race for the Cure", la maratona per la prevenzione e la lotta ai tumori al seno, dal 5 al 7 ottobre a Piazza Plebiscito
E' stata presentata presso la Sala Consiliare del Comune di Napoli la terza edizione della “Race for the Cure - tre giorni di salute, sport e benessere”, manifestazione in favore della prevenzione e lotta ai tumori del seno organizzata da “Susan G. Komen Italia” che si terrà a Napoli dal 5 al 7 ottobre e che vede l'SSC Napoli come parter ufficiale. Dopo il grande successo dello scorso anno con ben 9.000 iscritti, riparte l'appuntamento autunnale nel bellissimo scenario di Piazza Plebiscito.
Il Presidente della Komen Italia, Riccardo Masetti, ha tenuto a ringraziare il Club azzurro per la sua costante presenza in materia di solidarietà: “Ringrazio il Presidente De Laurentiis e la signora Jacqueline per il loro supporto. Un supporto fondamentale e una solidarietà elegante e sottovoce che va elogiato pubblicamente”.
Per il Napoli la preziosa testimonianza del medico sociale Dottor Alfonso De Nicola: “ Lo sport può aiutare a prevenire qualunque tipo di patologia. Sono contento che il Presidente De Laurentiis e il Calcio Napoli siano stati al fianco di questa importante manifestazione”
Anche l'Assessore allo Sport di Napoli Pina Tommasielli ha portato il messaggio delle istituzioni: “Lo sport è un messaggio di salute. Ben vengano queste manifestazioni di solidarietà che fanno conoscere l'importanza della prevenzione”
Un turno di stop a Cannavaro, ammonizione con diffida e ammenda di 15mila euro a Mazzarri, Edoardo De Laurentiis inibito fino al 21 ottobre. Nessun provvedimento ai danni della Samp
Queste le decisioni del Giudice Sportivo Tosel, in merito a Sampdoria-Napoli. Fermato per un turno Paolo Cannavaro, squalificato perché al quarto cartellino giallo. Walter Mazzarri - allontanato ieri da Tagliavento - ha ricevuto un'ammonizione con diffida e un'ammenda di 15mila euro, quindi sarà in panchina domenica con l'Udinese. Inibito fino al 21 ottobre il vice presidente Eduardo De Laurentiis "per avere, durante l'intervallo, al rientro negli spogliatoi, rivolto agli Ufficiali di gara espressioni ingiuriose; infrazione rilevata anche dai collaboratori della Procura federale". Nessun provvedimento ai danni della Samp per il lancio di un oggetto che ha sfiorato Hamsik nel corso delle interviste post partita a bordo campo.
Euroavversari: il Psv devasta il Venlo 6-0
Occhio Napoli che il Psv ha tanta fame, soprattutto dopo la sconfitta in Ucraina all'esordio in Europa League contro il Dnipro. In Eredivise, i Boeren (contadini) sono terzi in classifica, a pari punti (15) con l'Ajax e a meno tre dal Twente capolista. Tra loro e la vetta si intralcia il Vitesse, a quota 17. Ieri si è disputata la settima giornata e il Psv ha letteralmente schiantato il Venlo, ultimo in classifica, grazie a Dries Mertens (23' pt, 35' pt e 34' st) e al giovanissimo attaccante Jurgen Locadia (compirà 19 anni il prossimo 1 novembre), che ha siglato una tripletta nel giro di 11' della ripresa (30', 37' e 41'). Sarà una bella gara quella di giovedì al Philips Stadion tra Psv e Napoli. L'emozione europea non ha limiti. Entrambe le squadre sono pronte ad alzare il sipario e a dare spettacolo.
Campagnaro conferma: Rinnoverò il mio contratto
Oltre a pensare ad una stagione che è cominciata nel migliore dei modi, in casa Napoli si sta lavorando anche per un rinnovo. Quello di Hugo Campagnaro. Il contratto che lega il difensore alla società scadrà a fine stagione, il 30 giugno, e si dice che a stretto giro di posta potrebbe arrivare il prolungamento. Lo stesso Campagnaro, intervenuto ai microfoni di Mediaset dopo la partita con la Sampdoria, ha confermato le ultime indiscrezioni: "Il rinnovo? Ho un ottimo rapporto con la società. Da entrambe le parti c'è l’intenzione di continuare questo meraviglioso rapporto" .
Fonte: Calciomercatonews.
Fonte: Calciomercatonews.
De Laurentiis insulta Tagliavento? Per i doriani l'evento ha condizionato la partita
Spunta un clamoroso retroscena sulla gara di Genova. Come riporta la Gazzetta dello Sport, nell’intervallo in molti, compreso l’inviato della procura federale, avrebbero visto un alto dirigente del Napoli apostrofare poco elegantemente il direttore di gara, accusato di aver espulso ingiustamente Mazzarri. Cosa che i sampdoriani hanno visto come un evidente condizionamento dell’operato dello stesso Tagliavento. Il dirigente in questione sarebbe il vicepresidente del Napoli, Edoardo De Laurentiis , figlio del patron Aurelio. Sulla questione la Procura Federale potrebbe aprire un inchiesta.
Marchisio elogia Hamsik e Cavani: "Il Matador può riportare in alto gli azzurri. Hamsik mi piace tantissimo"
Complimenti anche dai rivali. In una lunga intervista rilasciata a Tuttosport, il centrocampista della Juventus, Claudio Marchisio, ha elogiato di Cavani ed Hamsik: "Chi scelgo tra Ibra o Cavani? Questa è bella... Ibra ha fatto bene ovunque ha giocato. Però Cavani sta crescendo molto. Per di più in una piazza non facile. Questi per il Napoli sono anni importanti e non capitava dai tempi di Maradona. La Champions poi li ha migliorati molto. Dopo aver vissuto tanti casini, proprio i gol di Cavani possono riportare gli azzurri in alto".
Su un ruolo da anti-Juve per il Matador: "E' un po' presto, ma direi che sì, può essere lui l'anti-Juve. Soprattutto perché non è solo. Penso a Pandev, che da quando è partito Lavezzi non ha sbagliato un colpo. Poi c'è Hamsik, che mi è sempre piaciuto tantissimo. Lo ricordo nella Primavera del Brescia. Segnava già e non si è mai fermato".
Tanti auguri mister. Walter Mazzarri compie 50 anni
Nato a San Vincenzo (Livorno) il primo ottobre 1961, oggi Walter Mazzarri compie 51 anni. Il regalo più bello gliel'hanno fatto i suoi ragazzi con la vittoria, ieri, al Marassi di Genova contro la Sampdoria. Una gara sofferta, dove il Napoli, per vincere, ha dovuto prima mangiare la polvere. Un po' come accade nella vita: per crescere e maturare bisogna prima imparare tanto, soffrire e poi diventare forti a tal punto da insegnare. Il Napoli, come Mazzarri, è ormai grande tra i più grandi. Tanto è il merito dell'odierno festeggiato...
Tanti auguri a Walter Mazzarri da sogniazzurri.blogspot.com.
Mazzarri: "Il successo della maturità, stiamo crescendo"
"Il successo della maturità". Walter Mazzarri soddisfatto e fiero del suo Napoli che si è imposto a Genova. Il tecnico plaude alla prestazione ed all'atteggiamento della squadra. Prima però un chiarimento sull'espulsione:
"Credo sia stato un fraintendimento tra l'assistente e l'arbitro attraverso il microfono. Io ho evidenziato un brutto fallo davanti alla panchina, Tagliavento mi ha detto di stare zitto ed io non ho parlato più. Poi però è tornato e mi ha espulso. Comunque non ci pensiamo e parliamo della partita"
"La vittoria di oggi ha evidenziato una nostra maturazione. Probabilmente l'anno scorso non l'avremmo vinta questa gara, oggi invece abbiamo dimostrato che la squadra è cresciuta sotto ogni profilo. Faccio i complimenti alla Samp che nel primo tempo ci ha pressato in ogni parte del campo, hanno mostrato grande veemenza e noi siamo stati bravissimi a tenere botta. Nella ripresa ci siamo liberati del loro pressing ed abbiamo trovato più spazio per la manovra. La vittoria alla fine è meritata. Credo che ci sia servita l'esperienza della Champions dello scorso anno, perchè ci ha reso più concreti e meno leziosi di come eravamo un tempo".Napoli di nuovo primo insieme alla Juve..."Non guardiamo la classifica, piuttosto della Juve dobbiamo prendere la voglia di vincere. Ne parlavo con i ragazzi proprio oggi prima del match. La Juve è sempre concentrata e non si distrae mai. Noi abbiamo ottime potenzialità, non siamo inferiori a nessuno soprattutto in attacco, ma dobbiamo essere costanti. Quello è il salto fondamentale, la determinazione e la costanza di risultati"
Una battuta sul rigore: "Il fallo avviene a cavallo della linea, quindi è giusto fischiarlo. Basta il contatto con la linea per decretare il rigore"
Hamsik: "Una grande vittoria, tre punti importantissimi". Campagnaro: "Daremo il massimo per arrivare in alto"
"E' stata una grande vittoria". Marek Hamsik sente il peso specifico del successo a Marassi e racconta la sua partita da assoluto protagonista.
"Abbiamo conquistato tre punti su un campo difficilissimo. La Samp ha giocato bene, ci ha fatto soffrire sul ritmo per tutto il primo tempo. Poi siamo riusciti a sbloccare la partita"
"L'azione del gol è stata molto bella ma ciò che conta è aver segnato ed aver portato a casa una vittoria importantissima. Adesso continuiamo così. non ci nascondiamo certo, conosciamo le nostre possibilità ma il campionato è lungo. Vogliamo proseguire su questa strada..."
Tra i migliori in campo Hugo Campagnaro, un gigante in difesa: "E' stata una partita difficile che siamo riusciti a vincere con grande forza. Nel primo tempo la Samp ci ha chiuso ogni spazio, nello spogliatoio ci siamo parlati ed abbiamo apportato qualche modifica in campo. Ed infatti siamo riusciti a giocare con maggiore disinvoltura gestendo bene la partita"
"Sono soddisfatto della mia prestazione anche perchè la Samp ha degli attaccanti molto veloci che possono metterti in difficoltà. Li abbiamo arginati bene e poi abbiamo colpito nel momento giusto. Il successo è giusto ed anche oggi il gruppo ha mostrato grande solidità"
Napoli che sogna in grande, siete l'anti Juve? "La Juve è una grandissima squadra, ha qualità e gruppo solido, noi pensiamo alla nostra strada ed a continuare pensando partita per partita. Il nostro entusiasmo deve essere sempre massimo, come impegno e stimoli. Io stesso cerco di migliorarmi sempre senza mollare mai. Questo è lo spirito giusto. Di certo quest'anno poniamo tutta la concentrazione massima al campionato e vogliamo arrivare in alto..."
Il Napoli non abbandona la pole: è vetta insieme alla Juventus
Vittoria importante a Marassi contro la Sampdoria. Decisivo l’unico gol della partita di Cavani dal dischetto.
Match equilibrato. Sofferenza azzurra e speranze blucerchiate andate in fumo. Tre punti fondamentali per gli uomini di Mazzarri.
Quanta vita c’è nel gol del Matador, nella vittoria a Marassi, nella vetta della classifica agganciata. Quanta energia, maturità, orgoglio e importanza. Quanto Hamsik, Campagnaro e Cavani c’è in tre punti di vitale importanza per non perdere il passo inarrestabile della Juventus. Tanto l’agonismo di gioco e altrettanta la cattiveria: cinque ammonizioni e due espulsioni (Gastaldello e Mazzarri). L’azione che ha originato il gol del Napoli è da manuale del contropiede. Fulminea e ubriacante ripartenza dalla difesa di Marek Hamsik, inserimento perfetto dello slovacco negli ultimi venti metri avversari e rigore pieno ed espulsione, per somma di ammonizioni, del capitano doriano Daniele Gastaldello, che salterà il match con il Chievo. Cavani, stavolta freddo, trasforma il rigore, piazzandolo perfettamente nell’angolo che Romero aveva indovinato per la sua scelta. Maturità e pizzico di fortuna. Tanta anche la sofferenza e per questo ancor più soddisfacente la vittoria. Primo posto arpionato, prima che la Signora fuggisse via. Sei punti in più rispetto alla scorsa stagione. Cavani in testa alla classifica marcatori con sei gol fatti in sei partite. Difesa sempre più impenetrabile, la migliore, con soli due gol subiti dall’inizio di campionato. Secondo è invece l’attacco con 12 gol, dietro solo a quello della Juve a quota 15. Numeri da grande squadra di grandi ambizioni. Mazzarri mostra la soddisfazione per mettere in luce la crescita dei suoi ragazzi attraverso gli anni del suo lavoro a Napoli: “La vittoria di oggi ha evidenziato una nostra maturazione. Probabilmente l'anno scorso non l'avremmo vinta questa gara, oggi invece abbiamo dimostrato che la squadra è cresciuta sotto ogni profilo”. Maturità sì, ma l’esame più difficile si chiama costanza nei risultati per raggiungere l’obiettivo dal nome Scudetto.
MVP: Campagnaro- Uomo chiave della scuderia napoletana, Hugo Campagnaro è in un impressionante stato di forma fisica. Allontana ogni insidia, caccia via ogni pericolo, recupera palloni a “go go” e li gestisce come se nella vita facesse il mediano di professione. È sempre tra i primi nelle statistiche che gli riguardano: sono almeno 105 i palloni strappati dai piedi degli avversari da quando è iniziato il campionato, 263 i passaggi riusciti, 2 tiri in porta, 1 assist e tanta roba. Forma smagliante la sua, quasi invidiabile. Punto di riferimento nelle retrovie e non solo. Gioca col cuore, con tutta l’adrenalina che ha in corpo e col suo “caliente” sangue argentino.
Top&Flop- Difesa blindata, a partire da De Sanctis che per lo più assiste ma quando deve intervenire è essenziale: voto 6.5. Campagnaro (7.5) fa paura ed è invalicabile. Cannavaro (7) è aggressivo quanto basta ed efficace e ha trovato un nuovo compagno di reparto, di cui Mazzarri si fida e lui ricambia: Alessandro Gamberini, voto 6.5. Zuniga (7) sull’out di sinistra è idolo, genio e fantasia. Sulla sponda opposta, Maggio (6.5.) rincontra il passato che non riesce a punire, ad inizio gara, per mancanza di cinismo sotto porta. Behrami con la testa fasciata è un po’ confuso e la sua consueta aggressività lo porta più a commettere falli che recuperar palloni. Nonostante ciò, sufficiente la sua prova. Inler (6.5) e Hamsik (7) fanno nascere il contropiede devastante che origina il calcio di rigore. Lo svizzero risulta più preciso ed ordinato. Marek è un lottatore infaticabile che riesce sempre a metter lo zampino quando serve. Sgambetto di Gastaldello e penalty, trasformato poi dal Matador (6.5) che schianta la Doria, siglando l’unico e decisivo gol del match. Pandev appare sottotono, 5.5.
Fabio Corsaro
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