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lunedì 24 settembre 2012

Napoli-Lazio: ecco i precedenti


Le 67 edizioni di Napoli-Lazio tra serie A, serie B e Coppa Italia

29 vittorie del Napoli
24 pareggi
14 vittorie della Lazio
96 gol del Napoli
69 gol della Lazio

L'ultima vittoria del Napoli
4-3 il 3 aprile 2011
29’ p.t. Mauri (L), 12’ s.t. Dias (L), 15’ s.t. Dossena (N), 17’ s.t. Cavani (N), 23’ s.t. Aronica (autogol) (N), 37’ s.t. Cavani (rig) (N), 43’ s.t. Cavani (N)

L'ultimo pareggio
0-0 il 19 novembre 2011

L'ultima vittoria della Lazio
2-0 l’8 marzo 2009
12’ e 20’ s.t. Rocchi (L)

Anellucci (Ag. Cavani): “Leggere le parole di Edi mi ha emozionato. Ama immensamente Napoli'


 L’agente di Edinson Cavani, Claudio Anellucci, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc:

“Non mi permetto di giudicare l’operato del Napoli, l’unica cosa che penso sia mancata è il ritmo. Da spettatore ho visto poco ritmo. Tuttavia un pari a Catania è cosa buona: in dieci contro undici, arroccati in area; poteva sbloccarsi solo su calci da fermo. Addirittura hanno rischiato di vincere con Gomez nel finale. Mercoledì arriva la Lazio che ha perso senza meritare la sconfitta. 100 presenze di Edi col Napoli? Chi meglio di lui può dire quel che realmente pensa? Sono contentissimo di aver letto lesue parole da spettatore: l’amore per questa squadra è immenso.”

Gargano shock: "La mia lettera d'addio al Napoli è stata scritta dalla società"

 Walter Gargano, centrocampista in prestito all'Inter, scrive su Twitter: " Dico alla gente che non conosce la verità, che non ho lasciato Napoli per paura di essere l'alternativa di qualcun altro. La lettera è stata scritta dalla società. Sono stanco delle persone che parlano tanto per farlo, senza sapere come sono andate le cose. Ringrazio invece le persone che capiscono la mia situazione senza rancore".

Il tweet di Walter Gargano arriva qualche ora dopo quello della moglie che sul suo profilo aveva scritto che lei e il figlio Matias stavano per fare il tifo per il loro "papi". Successivamente c'e' stata qualche replica di tifosi del Napoli che definivano "mercenari" tutti e tre.

”Non metto un ragazzino della serie B al posto di un campione se questo sbaglia un tempo”


Mazzarri chiama oggi a rapporto il Napoli. «Ma certe cose ai giocatori le ho già dette negli spogliatoi dopo il primo tempo, quando speravo che si potessero fare le cose giuste nella ripresa». Non è accaduto, gli azzurri sono stati costretti al pari da avversari in inferiorità numerica e hanno rischiato di perdere. L'allenatore non ci sta e scuote la squadra, ampliando la riflessione. «Faremo un bel discorso: dobbiamo crescere. Lo scudetto? Io non ho mai detto che il Napoli avrebbe potuto lottare per il titolo, ho parlato di una crescita e di un miglioramento. Ci deve essere un differente approccio alle partite. Non è giustificabile farsi trovare così, fuori condizione. Ce n'erano tanti che oggi non andavano. Non possiamo essere considerati sul livello dei top club se non c'è la maturità per capire da soli cosa vuole il tecnico, senza che lui lo spieghi. Io ho fatto allenare e riposare questi giocatori, bisogna che tornino subito a giocare in un certo modo. Non possiamo prescindere dall'organizzazione e lo dico anche a me stesso: nel finale ci siamo disuniti, con quella smania di andare a fare gol». 

Sa, Walter, di aver fallito un'occasione d'oro perché il Catania è stato costretto ad arrangiarsi dopo l'espulsione di Alvarez. «Faccio i complimenti a Maran e ai nostri avversari, quando sono rimasti in dieci si sono galvanizzati e si sono difesi bene. E nel finale, approfittando delle nostre amnesie, avrebbero potuto vincere. Eravamo allo sbaraglio». E non perché vi fossero tutti gli attaccanti in campo, secondo il tecnico che in questi mesi ha guidato la squadra con il massimo equilibrio. Può darsi che non funzioni l'alternativa della linea difensiva a 4: il capitano Cannavaro si è trovato a disagio e a un certo punto lo ha fatto notare con ampi gesti a Mazzarri.

«Non c'era squilibrio, l'assetto del secondo tempo prevedeva che un centrocampista restasse davanti alla difesa, con il supporto degli esterni. Invece, sono stati concessi spazi al Catania. Siamo stati lenti e impacciati e non c'è una spiegazione, perché giovedì, in Europa League, avevano tutti riposato, escluso Aronica. Questo gruppo è stato creato per crescere, con innesti di giocatori di esperienza. Per avere l'ambizione di arrivare a certi livelli e di restarvi bisogna andare a mille. Certo, l'atteggiamento degli avversari influisce. Il Napoli è considerato una grande ed ecco perché c'è la massima attenzione in fase difensiva. Se riusciamo a giocare a certi ritmi e a trovare gli spazi, vinciamo, com'è accaduto contro il Parma, altrimenti ci sono problemi. A Catania bisognava cercare di fare le cose giuste, sarebbe bastata qualcosa in più e avremmo vinto, e invece non c’erano la concentrazione giusta e certe qualità. Sarebbero servite gambe e lucidità ed elementi base che sono mancati, come gli appoggi giusti». 

Brutta partita, anche per il caldo? «Potrebbe essere l'unico alibi, magari i giocatori non pensavano di trovare questo clima. O forse, dopo l'espulsione di Alvarez, hanno pensato che la partita potesse essere in discesa. Anche sotto questo aspetto bisogna saper fare il salto di qualità», ha sottolineato Mazzarri.

Questione di mentalità, non solo di condizione fisica, anche se alcuni giocatori sono apparsi irriconoscibili. Pandev, ad esempio. Il tecnico ha difeso il macedone: «Ha fatto il fenomeno fino a domenica scorsa. È stato una rivelazione, non soltanto secondo il mio parere, e io cosa dovrei fare? Mettere un ragazzino che arriva dalla serie B al suo posto se lui sbaglia un tempo?». 

Ha messo quel ragazzino, Insigne, ma al posto di Inler, per rendere più efficace la manovra del Napoli. Tentativo senza successo. «Le valutazioni vanno fatte con serenità ed equilibrio. Le gerarchie le fa il campo, per me non esistono giovani e anziani. Ma è chiaro che do fiducia a Cavani, se sbaglia una partita, perché lui è un top player e lo ha dimostrato con i fatti in questi due anni». 

Mercoledì c'è la Lazio al San Paolo, una sfida in chiave Champions o scudetto, anche se Mazzarri quella parola, sdoganata dal presidente De Laurentiis nell'intervista concessa sabato al «Mattino», non vuole pronunciarla. «Mettiamola così, è stata una giornata storta per molti calciatori e prendiamo per buono il punto conquistato su un campo duro, dove sarà difficile per tutti fare risultato. E adesso cerchiamo di tornare ad essere quelli che siamo. Quando siamo al massimo, giocatori importanti come Pandev e Hamsik riescono a trovare gli spazi». E Cavani riesce a trovare i gol.

Fonte: Il Mattino.

Maledetta Catania: terra fratella, difficile da saccheggiare. Napoli sciupone


Dopo due minuti di gioco viene espulso Alvarez e si mette in salita per i catanesi; ma Maran impone un solido catenaccio.

Spompo il centrocampo azzurro. Scarico l’attacco. E De Sanctis salva la partita nel finale dalla beffa.

Dieci anni di un tabù che non vuole disintossicarsi da questo Napoli. Maledetta Catania! Terra fratella che risulta da tempo ostile e difficile da saccheggiare. Dopo l’espulsione di Alvarez al secondo minuto di gioco,  poteva essere fatto il minimo per trionfare al Massimino. Invece per bravura siciliana e mancanza di inventiva napoletana le squadre si dividono i punti, uno ciascuno, frutti di un match senza reti ma con tante emozioni. Supremazia territoriale indiscutibile pro-Napoli e metà campo avversaria dominata con tanto possesso palla ma senza aver creato significanti occasioni da gol. Cavani prova a coronare con una rete la sua centesima  presenza in maglia azzurra, purtroppo invano. Un moggio Pandev tenta la gloria personale con tiri dalla lunga distanza prima di scomparire nella sua gara ad inerzia. Gli uomini di Mazzarri risultano mediocremente valutabili: vuoi che sia il catenaccio imposto da Maran nel momento di difficoltà, vuoi che l’impotenza di penetrazione azzurra sia stata determinante, causa un centrocampo spompo di creatività e un’insufficienza nell’essere cinici.  Azzarda Mazzarri con la pazza e inconsueta idea di lanciare in campo quattro punte: Insigne e Vargas accanto ai titolari Cavani e Pandev. Ogni tentativo è vano e l’all in tattico trova i suoi rischi nelle ripartenze e nei contropiedi catanesi; occasioni da gol morte prima contro un palo di Gomez e infine per mezzo di una parata decisiva di De Sanctis. Non esistono caselli e dogane per la Juventus che ora è prima a punteggio pieno da sola in cima alla classifica. A sfruttare la scia e a mettere pressione c’è il Napoli e poi la Lazio, con un punto in meno rispetto agli Azzurri. Mercoledì turno infrasettimanale, notte da leoni. Titanica sfida che vale morale, orgoglio e soprattutto classifica: la Lazio scende a Napoli, sperando di non trovare l’inferno. La guerra è aperta, chi la spunterà? Lo scopriremo solo vivendo.
Top&Flop- La scuderia esegue il suo lavoro con efficienza. Il rapporto è buono, a partire da De Sanctis (voto 7) che si rende protagonista del match con due atti che aprono e chiudono la partita. È suo il rilancio che innesca l’espulsione di Alvarez dopo due minuti di gioco ed è superlativo sulla forte diagonale di BARRIENTOS in chiusura. Campagnaro (7) è una roccia invalicabile, una montagna che non si può scalare, domatore e dominatore della sua fetta di campo e non solo. Governa come il Capitano Cannavaro (7) bello (e le donne lo sanno) da vedere quando tenta e trova l’anticipo e ha una creatività da attaccante che spesso importa in difesa. Il suo piede impenna buoni palloni verso il centro quando si ritrova improvvisamente a crossare sulla fascia. Poi si teletrasporta, ritornando a proteggere la sua zona di difesa. L’unico incerto nei movimenti e nel controllo del Pallone è il siciliano Aronica (5) che stecca in terra conosciuta. Centrocampo scarico, dalla testa fino alle gambe. Inler, Hamsik e Dzemaili mediocri, mediocri, mediocri! Non danno il via a nessun’azione, né lo spunto per un’insidia. Giornata no per la mediana di centrocampo. Le fasce invece godono della spinta di Zuniga (6) che cerca sempre di creare scompiglio tra i suoi clienti di fascia e Maggio (5) che viene praticamente schiacciato da un aggressivo (fin troppo) e deciso Marchese. Cavani (5.5) è l’unico che ci prova ma la palla non vuole saperne di entrare. Pandev (5) stanco finisce a inerzia i novanta minuti. L’ingresso di Insigne e Vargas non garantisce cambiamenti in argomento di risultato.
Fabio Corsaro

sabato 22 settembre 2012

De Laurentiis: "Presto una striscia elettronica lungo l'anello dei distinti"

Il tabellone luminoso al San Paolo. De Laurentiis ha programmato dove, come e quando. «In tempi brevissimi utilizzeremo l’anello dei distinti, dove ora c’è la scritta San Paolo, per installare una ”striscia elettronica” con una lunga serie di informazioni calcistiche per gli spettatori. I tabelloni verranno installati in un secondo momento, ovvero quando saranno ultimate le opere prioritarie richieste dall’Uefa. Abbiamo impiegato un anno per definire la cifra che destineremo al Comune per eseguire questi lavori. Ovvio che in una prima fase ci sono altre priorità. Insistere sui tabelloni è come chiedere in un’abitazione privata una camera per il guardaroba, quando non è ancora stata allestita la stanza da bagno. E poi senza i tabelloni abbiamo ottenuto grandi successi. L’importante è costruire la squadra ed avere l’apporto del pubblico».

De Laurentiis: "Siamo l'anti tutti. Per firmare il contratto, dividevo i panini con Cavani. E nel 2004 capii che bisognava risollevare l'orgoglio dei napoletani..."


È l’uomo del momento. Per i risultati e per altro. Molto del calcio di oggi – e non solo il Napoli – passa attraverso di lui e ne dovrà ancora passare. Aurelio De Laurentiis, presidente e «faro» del club azzurro, si è prodotto quest’anno in una campagna acquisti che sembrava fiacca ed invece, sinora, s’è dimostrata essere quella dell’acume, quasi del sesto senso. Fiuto, naso in un mercato senza confini. Molte le bandiere dei suoi calciatori: Argentina, Uruguay, Brasile, Marocco, Cile. Ha vivisezionato curriculum, esaminato highlights, contattato, trattato ed acquistato insieme col fido ds Bigon e col confronto continuo con Mazzarri. Salti immensi, anche di prospettive,si snoda così il progetto De Laurentiis. Gli è toccato, in otto anni, rimettere in piedi una società e un ambiente, è riuscito a far vincere Napoli nel calcio, ovvero risollevare un club e una città appassionata. Da qualche anno lancia pure talenti (Insigne, Vargas) e fenomeni del pallone (Cavani, Hamsik, Lavezzi). Tuttavia la ricostruzione non è sempre facile, anche quella che riguarda le giovani promesse che sul più bello s’inceppano e poi riappaiono in tutta la loro potenzialità, come inungioco di specchi riflessi.

Presidente, cominciamo da Vargas? E poi gli altri giovani Fernandez, Uvini… 
«Edu finalmente s’è liberato. Sapevo che sarebbe successo perché conosco il suo valore. Vargas e Insigne: puntiamo tantissimo su di loro e sono certo che ne vedremo delle belle. Mi dispiace per chi ha storto il naso, soprattutto per Vargas: dovranno ricredersi. Perché queste scelte non sono casuali, ma frutto di selezioni condotte con precisione quasi maniacale. È finito il tempo di chi ci evitava e non c’è più chi ci strappa i talenti dalle mani. Prima sembrava che tutti ci fregassero tutto. Quest’anno sul mercato volevano farmi fare cose che non mi convincevano, ho opposto la mia ragione ai tentativi velleitari. Trascorro ore ed ore della mia giornata per il Napoli, nonostante i miei impegni col cinema, ho anche commesso errori sul mercato, però sono contento di quanto fatto».

Insigne, primo giocatore del vivaio tra i titolari: Napoli cerca di produrre in casa top player?
«Stiamo lavorando con la Lega su un progetto che proietterà il settore giovanile in una dimensione nuova: una serie B con due gironi. Il primo competitivo con promozioni e retrocessioni, l’altro riservato alle squadre B del massimo campionato. Qui giocheranno i ragazzi della Primavera senza velleità di traguardi di passaggio di serie o l’angoscia di scendere di categoria. Già tredici club sono d’accordo sulla formula».

Scudetto: quando sarà possibile? Il Napoli è l’anti Juve?
«Siamo l’anti tutti: Juve, Milan, Inter… Ogni anno puntiamo al massimo. Abbiamo compiuto il ciclo Champions con buoni risultati. Stavolta abbiamo due team competitivi, possiamo fare bene su due fronti: campionato ed Europa League. Siamo un gruppo straordinario, un network virtuoso che ha il gusto, Mazzarri in testa, di vincere sempre. Beh, diciamo che potrebbe essere l’anno propizio per lo scudetto. E sottolineo quel potrebbe, è un condizionale…».

Quando e come ha deciso di fare quell’accordo con Cavani?
«Sono volato a Cardiff durante le Olimpiadi con Chiavelli, il nostro ad, e il procuratore di Cavani. Lui era impegnatissimo negli allenamenti e nel suo albergo non c’era nemmeno una camera libera per ospitarci, abbiamo condotto una trattativa a spizzichi e bocconi: Cavani discuteva con noi, poi tornava ad allenarsi, tornava da noi per definire e poi andava a completare la preparazione. Abbiamo diviso anche i panini, quando Edinson non riusciva a pranzare con la Nazionale. Infine abbiamo messo nero su bianco nei miei uffici di Roma e poi firmato il contratto a Castelvolturno. Cavani mi è simpatico. È più scugnizzo di Lavezzi».

Mazzarri ha detto: io e il presidente siamo due treni paralleli. Il suo contratto nel 2013…
«Ci rispettiamo molto perché non metto becco nel suo lavoro e lui nel mio. Il nostro rapporto è molto migliorato perché credo che Mazzarri abbia capito che non c’è un padre padrone, ma una famiglia che tende sempre a migliorarsi per per seguire un fine. Contratto?Nessun problema. Non abbiamo avuto l’opportunità di riparlarne, ma Mazzarri è così: immaginate che oggi non pensa nemmeno alla partita con la Lazio, l’obiettivo principale è la prossima gara. Catania e basta, insomma. Non voglio disturbare il suo metodo di lavoro. Quando entrambi lo riterremo opportuno parleremo del rinnovo. Ma mi sento di dire che tra me e lui non ci sarà alcun problema».

Quando ricorda il 2004, cosa pensa? Era l’anno della rifondazione.
«I miei amici mi diedero del pazzo. Abbandoni i progetti del cinema per un mondo che non conosci? Mi accorsi che, invece, avevo visto giusto quando giocammo col Cittadella: 60mila, forse 80mila con gli ”imbucati”. La passione guidava me e il grande popolo del Napoli. Ma dovevo fare di più. Un giorno percorrendo via Marina vidi dei bambini giocare con le maglie dell’Inter, del Milan. Chiesi: e quella del Napoli? Mi risposero: ma la squadra ormai gioca in terza serie. Capii che bisognava risollevare l’orgoglio dei napoletani. Così ho fatto, così è stato».

San Paolo, l’eventuale ristrutturazione o lo stadio nuovo?
«Impianti di 100mila posti non hanno futuro, così come gli stadi inglesi, tedeschi o spagnoli. Il futuro è legato alle nuove tecnologie e a quello che le recenti generazioni di tifosi chiedono. Aspettiamo la nuova legge sugli stadi e le normative Uefa, che cambiano di continuo. Comunque sceglierò il San Paolo, perché è la casa degli azzurri ed è stata la casa di Maradona, di Ferlaino, un presidente straordinario che ha vinto due scudetti. Ora l’impianto ha bisogno di lavori voluti dall’Uefa, il contenzioso col Comune è praticamente risolto e con i nostri soldi saranno eseguiti i lavori necessari, chiesti dall’organismo europeo».

Purtroppo la violenza torna ad oscurare quanto di buono fatto dal Napoli, tifosi svedesi accoltellati.
«Ferma condanna, voglio però capire bene la dinamica dell’accaduto. Pur se tutto ciò è assurdo».

A qualche chilometro da Napoli domani gioca il Quarto, la piccola squadra che ha già vinto il titolo della legalità e dell’anticamorra. La Nazionale con Prandelli si allenerà con questi giocatori di qui a poco.
«Un gesto, ma questi sono quei gesti che hanno un altissimo valore ed un profilo altrettanto importante. Sono orgoglioso come imprenditore di calcio. Vorrei ospitare il Quarto per un allenamento insieme col Napoli a Castelvolturno. Se ci saranno le condizioni apriremo le nostre porte a questi ragazzi».

Fonte: Il Mattino.

venerdì 21 settembre 2012

Diego Armando Maradona diventerà padre per la quarta volta


Diego Armando Maradona, il fuoriclasse argentino considerato da molti il più grande calciatore di tutti i tempi, diventerà padre per la quarta volta. Lo ha annunciato la sua compagna, Veronica Ojeda: "Sono al quarto mese di gravidanza", ha dichiarato al portale Ciudad la donna, che ha 34 anni. Maradona ne ha 51 ed è già padre di due figlie grandi - Dalma, 25 anni, e Giannina, 23 - nate dal suo matrimonio con Claudia Villafane. 'El Pibe de Oro' ha anche un figlio maschio di 26 anni, Diego Junior, nato dalla relazione con Claudia Sinagra quando giocava con il Napoli.

Maradona, campione del mondo con l'Argentina nel 1986 e finalista nei successivi Mondiali di Italia 1990, è già nonno, visto che sua figlia Giannina e il marito, il calciatore del Manchester City Sergio Aguero, hanno un bambino di tre anni di nome Benjamin.

Assente domani Mazzarri in conferenza stampa

Domani alle 11.30 ci sarà l'incontro con la stampa per la conferenza pre-gara di Mister Maran a Catania. Mazzarri, invece, non incontrerà la stampa come di consueto visti i ripetuti impegni di questa settimana e della prossima.

Catania-Napoli: arbitra Bergonzi di Genova


Mauro Bergonzi di Genova, 41 anni a dicembre, è all’undicesima stagione nella Can di A e B.
Vanta 113 presenze in serie A e 95 in B

I QUATTORDICI PRECEDENTI CON IL NAPOLI
Tredici in campionato ed uno in Coppa Italia
Sette vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte
Ha già diretto Catania-Napoli: 1-1 il 17 ottobre 2010

- Le sette vittorie:
Napoli-Pescara 1-0 il 30 novembre 2003
Napoli-Juventus 3-1 il 27 ottobre 2007
Napoli-Chievo 2-0 il 20 dicembre 2009
Bari-Napoli 1-2 il 18 aprile 2010
Roma-Napoli 0-2 il 12 febbraio 2011
Cesena-Napoli 1-3 il 10 settembre 2011
Napoli-Inter 1-0 il 26 febbraio 2012

- I tre pareggi:
Napoli-Vicenza 1-1 il 15 ottobre 2003 (a Campobasso)
Milan-Napoli 1-1 il 21 marzo 2010
Catania-Napoli 1-1 il 17 ottobre 2010

- Le quattro sconfitte:
Roma-Napoli 2-1 l’8 gennaio 2006 (in Coppa Italia, a porte chiuse)
Napoli-Cagliari 0-2 il 26 agosto 2007
Lazio-Napoli 2-0 il 14 novembre 2010
Bologna-Napoli 2-0 il 6 maggio 2012

COSI' IN CARRIERA:
208 presenze (113 in A e 95 in B)
86 vittorie interne (il 41,3%)
75 pareggi (il 36,1%)
47 vittorie esterne (il 22,6%)

57 rigori (circa uno ogni quattro partite)
70 espulsioni (circa una ogni tre partite)
996 ammonizioni (quasi 5 a partita)
7.801 falli fischiati (circa 37 a partita)

Catania-Napoli, i precedenti.


Le quattordici trasferte a Catania tra serie A e serie B

7 vittorie del Catania
5 pareggi
2 vittorie del Napoli
13 gol del Catania
6 gol del Napoli

L’ultima vittoria del Catania:
2-1 il 29 ottobre 2011
Cavani (N), Marchese (C), Bergessio (C)

L’ultimo pareggio:
1-1 il 17 ottobre 2010
Cavani (N), Gomez (C)

Le due vittorie del Napoli in Sicilia, entrambe in serie B:
22 gennaio 1950: 0-1: Krieziu
5 novembre 2002: 0-2: Dionigi (rigore), Sesa

P.s. David Sesa, nella sfida disputata nel novembre del 2002, si procurò il rigore trasformato poi da Dionigi e sigillò la partita col gol che decretò l'ultima vittoria degli Azzurri al Massimino di Catania. All'epoca lui indossava la maglia numero 7, quella che oggi porta sulle spalla Edinson Matador Cavani.


Cavani: "Voglio lasciare un segno indelebile in questa città. La Coppa Italia l'emozione più grande. Il gol più bello invece è stato al 93' contro il Lecce"

Parla Cavani e il mondo tace. Se in campo lo fa con i piedi, in radio (Radio Marte) fa ovvio uso della parola per mettere a nudo se stesso, le emozioni e la sua incessante voglia di Napoli:
"Giocare 100 partite con il Napoli è un traguardo importante perchè tengo a questa squadra e a questa città. Quest'estate ho messo sulla bilancia tanti fattori anche con la mia famiglia e sono felice d'essere rimasto qui". 
Parole spese per ritornare indietro nel tempo e guardando avanti, in occasione della sfida col Catania di domenica. Rimembra anche il gol più bello in maglia azzurra e le emozioni più forti: "Ho vinto un campionato con il Danubio ma ero troppo piccolo per capire cosa volesse dire. Dobbiamo pensare domenica dopo domenica. Rispetto allo scorso anno siamo più maturi. A Catania più che a segnare terrei molto a vincere. A Pechino stavamo facendo una grande gara, ti rimane il dispiacere ma bisogna guardare avanti. Il gol più difficile che ho segnato in questi anni a Napoli è stato quello con il Lecce al 93^. La partita più emozionante sicuramente la finale di Coppa Italia contro la Juve. Il gol più bello il 2^ al Cesena". 

Quanta voglia che ha questo Matador, di vincere e incidere il proprio nome nella storia del Napoli e di Napoli: "Voglio lasciare un segno indelebile in questa città perché questa è una città che non dimentica" 

Idolatra il talento dei suoi giovani compagni di reparto e attribuisce a Vargas un forte attaccamento alla maglia, soprattutto dopo la tripletta messa a segno ieri in Europa League contro l'Aik: "Insigne e Vargas sono due fuoriclasse. Possono ancora fare tanto e bisogna stimolarli per crescere sempre di più. Per Vargas è stato molto importante segnare, lui ci tiene a dare il suo apporto. Si merita questa gioia. La vita ti insegna che ogni giorno devi dimostrare il tuo valore dando sempre il massimo" Saggio signore del calcio...

Il Matador trova la carica giusta ascoltando l'inno di Guido Lembo che omaggia la città di Napoli e la sua anima incarnata in una squadra di calcio.
"La canzone che mi carica e che ho ascoltato prima della finale contro la Juve è 'Napoli è' di Guido Lembo". Ascoltala bene oh Cavani e ripeti insieme a noi: "E' solo Napoli il mio amore..."

De Laurentiis: "In Vargas c'ho sempre creduto"

Il più felice di tutti è Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli è orgoglioso della tripletta realizzata da Vargas, attaccante costato 11 milioni e che finora non aveva convinto pienamente: 'Lo abbiamo aspettato - ha detto il presidente azzurro dopo il 4-0 all'Aik Solna - e stasera finalmente ha dimostrato tutte le sue qualità. Soltanto chi aveva fretta poteva mettere pressione al ragazzo, noi non lo abbiamo mai fatto anzi abbiamo sempre avuto fiducia nelle sue qualità. Ora siamo tutti felici e contenti'.
Fonte: calcionapoli1926.it

giovedì 20 settembre 2012

“Sono contento, dedico la tripletta alla famiglia”


 Edu Vargas, autore di una tripletta questa sera, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai colleghi di Mediaset Premium: “Sono molto contento. Più per la squadra, per i compagni che per i miei tre gol. Questa tripletta la dedico alla mia famiglia. Probabilità di diventare titolare? Ognuno gioca al meglio per farsi trovare sempre pronto”

Notte da leoni: Aik travolto da uno straordinario Edu Vargas


Indomabile Napoli. Al San Paolo è imbattuto da 18 anni e la serie positiva continua...

Prima il gioiello cileno che sigla una tripletta e poi Blerim Dzemaili che mette il sigillo ad una partita in cassaforte già dal sesto minuto

Notte da leoni. Leoni della notte e d’Europa. In sua dimora questo Napoli è imbattibile. Il San Paolo è un fortino inespugnabile da 18 anni: quindici partite casalinghe in Europa (10 vittorie e 4 pareggi) che segnano una serie di risultati positivi, iniziati dopo la sconfitta per 1-0 nel terzo turno di Coppa Uefa contro l’Eintrecht Francoforte il 7 dicembre 1994. Numeri da far tremare le gambe a chi pesta l’erba del San Paolo. L’Europa League di questa stagione comincia subito per il Napoli con un importante balzo in avanti rispetto alla più plausibile pretendente del primo posto del Girone F, il PSV Eindhoven, poiché battuto inaspettatamente dal Dnipro per 2-0. L’utilizzo delle seconde linee è stato da molti considerato un azzardo ma per Mazzarri forse è la scelta migliore in modo tale da far esprimere, a chi trova meno spazio in campionato, tutto il proprio valore e la voglia di far bene. Ne sa qualcosa Fernandez, “titolarissimo” nella nazionale Argentina ma considerato come seconda scelta nel Napoli. Si esalta invece, si gasa e mette a segno una tripletta Edu Vargas, complice anche una buona integrazione con il gioco della squadra. Insigne lancia, e Vargas compie il suo dovere. Hamsik lo serve in profondità e anche stavolta il gol non manca. E così l’Aik viene travolto 4-0 tornando in Svezia solo col ricordo di una bella gita nella bella Napoli.
È la geometria pianificata di una squadra che si conosce e gioca a memoria ad essere l’arma in più per gli Azzurri. E nel frattempo Mazzarri si gode la sua ciurma dalla tribuna, con un sorriso stampato sul volto e tra le labbra la solita sigaretta che fuma di un inevitabile orgoglio nel vedere le proprie seconde linee giocare con un certo carisma, con una certa voglia di vittoria e come meglio non può.

Edu Vargas, eroe per una notte- Guardarsi intorno, trattenere il respiro, stringere forte a sé il pallone meritato per i tre gol fatti, lasciare che le emozioni parlino e le critiche scivolino. Eduardo Jesus Vargas Rojas, per gli amici Edu, cileno ventiduenne, lascia il segno in una notte che ha reso speciale per Napoli e per se stesso. Esordio in Europa League con tre gol: come farà a dormire stanotte? Certo che la compagine avversaria, rappresentata dall’Aik Stoccolma, ha agevolato e spianato la strada al cileno per deficit tattico e tecnico, particolarmente evidente contro un avversario come il Napoli. Tre gol e intrepida voglia di riscatto dalle voci che lo consideravano non idoneo a vestire la maglia azzurra o quantomeno non equamente pagato per le sue qualità Dimostra la grinta, i denti e tutta l’energia accumulata in questi mesi da fanciullo napoletano senza gol in gare ufficiali. L’attesa è stata lunga ma aspettare tanto tempo per segnare tre gol in Europa, salire in cima alla classifica capocannonieri e regalare tre punti e una differenza reti importanti alla squadra non ha prezzo. Corre, taglia il campo, fa i giusti movimenti, aiuta i compagni e segna, che infondo è la cosa più importante.

Top&Flop- La sufficienza è quasi per tutti il voto minimo. Rosati (voto 7) non ha nulla in meno di De Sanctis e mostra tra i pali una grande sicurezza . Fernandez (6.5) gioca con esperienza di ruolo proprio come se indossasse la maglia dell’Argentina. Aronica (6) è per la prima volta capitano e non disdegna il suo dovere. Gamberini (6) và in difficoltà nel gioco aereo. Buona la prestazione degli esterni di centrocampo: Mesto (6.5) è aggressivo al punto giusto e sembra avere un piede buono e Dossena (6.5) cavalca la fascia e si rende pericoloso anche lui con traversoni insidiosi. Le chiavi della linea di mediana sono affidate a Donadel (5.5), che ritorna titolare dopo un anno di inattività e che non riesce a garantire una determinata sicurezza sia in fase di copertura che in fase di impostazione del gioco. El Kaddouri (5.5) è ancora prematuro da poter giudicare in senso generale. Beharmi (6.5) si impone col fisico e con la grinta. Insigne (7) inventa e serve un assist; Vargas (8.5) battezza il suo primo gol in Europa e con la maglia del Napoli al San Paolo e cresima gli avversari con una tripletta decisiva. Hamsik (5) entra, serve una palla d’ora a Vargas che conclude a rete e infine si fa espellere per una grande ingenuità. Dzemaili (6.5) subentra e fa gol con un po’ di fortuna. Secondo gol in Europa League e quinto in maglia azzurra.

Fabio Corsaro